Intervista al cardinale Kasper: «Vogliono la guerra al Sinodo, il Papa è il bersaglio»

di ​Antonio Manzo

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«Alcuni al prossimo Sinodo vogliono una guerra ideologica. La dottrina della Chiesa è aperta, loro vogliono una verità cristallizzata. Il bersaglio delle polemiche non sono io, ma il Papa». Parla il cardinale Walter Kasper, il teologo che Francesco ha elevato a teorico contemporaneo della «teologia in ginocchio», capace di ascoltare la società e, soprattutto, i drammi esistenziali dell’uomo, «non per condannarlo ma per camminare insieme a lui».



È lui che a febbraio scorso, al Concistoro straordinario, ha scritto e letto il documento introduttivo sulla famiglia che apre alla comunione per i divorziati e che ora ha indotto cinque cardinali a esprimere, in un libro, una netta chiusura all’appello. No, no all’accoglienza nella Chiesa «con fedeltà e misericordia» dei divorziati, anche quelli risposati solo con rito civile. «Non si può», dicono cinque cardinali di rango della Chiesa cattolica, autori di un libro, «Permanere nella verità di Cristo».



Le firme sono quelle di Gerhard Ludwig Muller, il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cioè il «custode» della Dottrina nel palazzo dell’ex Sant’Uffizio dove sedette anche Ratzinger; Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura apostolica, il capo di una sorta di Cassazione dell’interpretazione dottrinale della Chiesa; Walter Brandmuller, presidente emerito del Pontificio comitato di scienze storiche; Velasio De Paolis, presidente emerito della prefettura degli affari economici.



Infine Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, uno dei teologici più ascoltati da Papa Giovanni Paolo II proprio sul tema della famiglia.



Il cardinale Kasper non lo ha ancora letto il libro, ma ne desume i contenuti dal dibattito acceso contro di lui fin nelle giornate successive al documento di febbraio scorso. Kasper è accusato di aver stravolto la dottrina sul matrimonio «indissolubile» nella relazione al Concistoro di febbraio scorso e, a mano a mano che si avvicina la data del Sinodo (5 ottobre), il suo nome ricorrerà sempre più spesso nel dibattito, non solo teologico ma anche sociale. Perché è lui che ha promosso il tema dei divorziati risposati, la possibilità che possano tornare ad accostarsi al sacramento della Comunione.



È lui che ha aperto a questioni inedite rimaste inesplorate nell’esortazione apostolica Familiaris Consortio di papa Wojtyla. È lui, infine, che ha giudicato la famiglia come «cellula centrale», e non più naturale, della Chiesa e della società: la famiglia come soggetto della condizione umana, fondata sull’amore umano che, scrisse nella relazione di base al Sinodo, «è qualcosa di grande e di bello, ma non è di per sé divino».



Cardinale Kasper, come sarà il Sinodo di ottobre, che si aprirà anche sui fondamenti teologici contenuti nella relazione di apertura da lei svolta al Concistoro straordinario sulla famiglia?

«Io spero che nel Sinodo si dia vita a uno scambio serio e tranquillo di opinioni e riflessioni».

Secondo gli oppositori, le sue riflessioni hanno messo in discussione la Dottrina della Chiesa.

«Non è in discussione la Dottrina della Chiesa che, invece, può essere approfondita. Ma la Dottrina non è chiusa. Si tratta di discutere dell’applicazione della Dottrina in situazioni complesse».



Ha letto il libro, considerato una replica alle sue tesi dottrinali e pastorali?

«Non ho visto il dibattito in corso, il documento lo hanno mandato ai giornalisti, ma non a me. È un po’ strano, i giornalisti ce l’hanno e io no».



Lei interverrà ai lavori del Sinodo?

«Sì, ma io sono un membro normale del Sinodo».



Ma perché alcuni suoi colleghi cardinali la contestano?

«Mi contestano perché dicono che il documento base è contro la Verità».



E lei come replica?

«Noi siamo tutti per la Verità».



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Giovedì 18 Settembre 2014, 08:16


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4 di 4 commenti presenti
2014-09-18 09:20:00
E' tutto un magna magna sulla credulità della gente
2014-09-18 10:54:00
BELLISSIMO, il Cristianesimo! E particolarmente è bellissimo il Cattolicesimo. Perchè i suoi "riti" non sono "Religione" sono un'attualizzazione degli avvenimenti della vita di Gesù! E così anche per la Dottrina, che rispecchia quelle che sono le affermazioni di Gesù! Alle nozze di Cana Gesù ci partecipa, e aiuta alla buna riuscita della festa. (Giov. 2) A riguardo del matrimonio Gesù la mette giù chiara:"In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: “E’ lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?”. Ed egli rispose: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”.(Mat 19, 3-12) Quindi la Chiesa, i teologi non si possono inventare niente di diverso. Non ci sono "grigi" nella parola di Dio! Il decalogo serve proprio a distinguere il "male dal bene" e usarlo per "liberare l'uomo dal male"! Gesù c'insegna di chiederlo a Dio nel Padre Nostro. Ma ciò non significa "intransigenza"! Imparare a distinguere il "male dal bene" significa anche riuscire ad essere "misericordiosi" con se stessi e con gli altri! Come potremmo essere misericordiosi se non sapessimo distinguere?
2014-09-18 13:03:00
Credici Theginuz. Se non credi manco puoi criticare, rispetto per il pensiero altrui e riflessioni basate sulla verita. Che io non pretendo che tu creda, ma almeno hai mai preso una bibbia in mano per leggere almeno un versetto? Bene se non l'hai fatto ti invito a farlo . Poi magari cambi idea sulla tua affermazione. Sappi che vuoi o non vuoi , alla fine saremo giudicati tutti ,anche contro la volonta di chi non crede.
2014-09-19 09:02:00
Complimenti a "il Mattino" Complimenti per il pezzo! Scontri d'auto e calcinacci caduti sono importanti, ma non fanno sempre informazione di qualità!

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