Caso Banche, entro Natale le votazioni di fiducia per il ministro Boschi

di Marco Conti

Di votazioni inutili anche questo Parlamento è costellato. Trenta di fila ne hanno fatte a vuoto nel tentativo di eleggere i tre giudici costituzionali che da tempo mancano alla Consulta. Un'altra votazione, se non due o forse tre (e stavolta di fiducia), si dovrebbero fare prima delle vacanze natalizie sulle mozioni presentate dal M5S, dal centrodestra e chissà se non da Sel.

Mozioni di sfiducia individuale contro il ministro Boschi e contro il governo per la faccenda delle quattro banche fallite e salvate con apposito decreto. Voto di fiducia alla Camera, dove la maggioranza è a prova di defezioni, e a scrutinio palese. Come se questo Parlamento di voti di fiducia non ne avesse abbastanza vista la frequenza con la quale il governo le richiede. Ma "stavolta è diverso", sostengono i Pentastellati. "Andiamo in aula e vediamo chi ha la maggioranza", ribatte il ministro Boschi che non intende finire sotto processo per eventuali responsabilità paterne. Nel circo politico e mediatico servono però anche passaggi come questi, utili a sancire chi sta con la maggioranza e chi con l'opposizione salvo poi mischiarsi di nuovo. Renzi non sembra preoccupato nè dei numeri nè delle possibili ricadute sui sondaggi.

È convinto, come ha detto domenica alla Leopolda, che "la verità è il tempo sono dalla nostra parte". Stavolta il Pd fa quadrato nei confronti del governo e quest'ultimo con il ministro Boschi difesa anche da suo collega Pier Carlo Padoan. Discorsi complessi per le opposizioni. Malgrado abbia preso parte al presepe vivente nelle vesti di uno dei tre re magi, ovviamente non il nero migrante Baldassarre, Matteo Salvini non smentisce la sua fama di irriducibile giustiziere delle colpe altrui mentre dimentica le sue e quelle del suo partito. La richiesta di sequestrare i beni del ministro Boschi per le "presunte" responsabilità nella faccenda del "fallimento" della Banca Etruria Salvini la propone parlando alla "Zanzara", gustosa trasmissione radiofonica in onda su Radio24, nel giorno in cui si celebra l'ennesima udienza del processo su come la Lega ha amministrato il finanziamento pubblico. Oltre ai giudici anche Salvini dovrebbe spiegare perché il figlio più grande di Bossi ha percepito per anni dal partito una paghetta di 3200 euro mese. O dove sono finiti i lingotti e i diamanti. Oppure raccontare, tanto per restare in tema banche, che il buco prodotto dalla banca padana Credieuronord è stato amala fine pagato dai contribuenti e dai risparmiatori, e non solo con i soldi del finanziamento ai partiti. Senza contare che le regole europee che disciplinano i salvataggi delle banche sono state votate a Bruxelles anche dalla Lega.
Martedì 15 Dicembre 2015, 17:03 - Ultimo aggiornamento: 15-12-2015 16:58
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