Napoli, pizzo su giostre della baby gang
paura tra mamme e bimbi a piazza Cavour

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NAPOLI - «O pagate o qui non ci potete stare, capito?». La minaccia, secca quanto chiara, è l’ultimo schiaffo al volto di onesti cittadini, mamme e bambini soprattutto, scivolati in un vortice di intimidazioni e paure che dominano nell’area dei giardinetti di piazza Cavour. Qui esistono infatti, spazi dedicati al gioco e all’intrattenimento, sebbene abbandonati all’incuria e al degrado; qui vi sono alcune giostrine libere, in particolare alle spalle della stazione della Metropolitana, e qui sarebbe ormai entrato in scena l’ultimo fenomeno di microdelinquenza in una zona sempre più divenuta «terra di nessuno».
«Se vuoi giocare o restare qui, ci devi dare due euro, anzi cinque..., altrimenti è meglio che te ne vai», è l’ultimo ritornello intonato da una banda di minorenni in agguato sui più piccoli, le loro mamme, e anche giovani coppie di adolescenti che si intrattengono in questi spazi all’aperto, e ormai terrorizzati. Le denunce e le richieste di aiuto da parte delle vittime si sono sprecate, ma senza esito. E le minacce continuano, così come tanti sono gli episodi da raccontare.
Dal coro di proteste, che raccoglie le voci impaurite di tante mamme, bambini e giovani ragazzi e studenti, si eleva un’accusa precisa: «Si fanno vivi in gruppo e in sella a dei motorini, ostentano l’appartenenza a famiglie criminali e hanno l’aria sicura di chi sa che resta impunito...».
Insomma, è il tratto tipico delle attuali babygang che scorazzano sempre più per le vie cittadine. Hanno tra i 15 e i 17 anni, agiscono in quattro o cinque, chiedono il pizzo, da 1 a 5 euro, per far utilizzare altalene e scivoli nei giardinetti, e sarebbero in piena attività tutti i giorni feriali, in particolar modo nel primo pomeriggio, dalle ore 15 alle 17. Nel mirino di questi minideliquenti finiscono non solo i più piccoli ma anche loro coetanei che si attardano in zona insieme ad amici e fidanzatine.
«Abitiamo in via Stella e questa area attrezzata a giochi è uno dei pochi spazi all'aperto per i bambini. Ma da giorni non li frequentiamo perché siamo stati minacciati da un gruppetto di ragazzini che ci impongono di sborsare da 1 a 5 euro per utilizzare le poche giostre rimaste», dice Lisa (nome di fantasia, ovviamente) che ha 37 anni, due bimbi di 5 e 3 anni, ed un unico spazio verde dove portare i suoi figli durante il giorno.
Insieme ad altre amiche la donna è finita nel mirino della babygang che da tempo tenta di estorcere denaro ai frequentatori del parco. Insomma, chiederebbero soldi per far utilizzare scivoli, altalene o panchine. «Usurpano il nome dei ragazzi del Rione Sanità - sbotta Salvatore Brandi, presidente dell'associazione «& Napoli» che dal 2006 si batte per la riqualificazione dei giardini di piazza Cavour - Noi stessi abbiamo salvato dalla strada tanti minori del rione, impegnandoli nella pulizia dell'area. Questi che terrorizzano mamme con bambini e loro coetanei sono soltanto «cani sciolti» che, il più delle volte, provengono da altri quartieri».
Collocato in una posizione strategica, il parco di piazza Cavour, mai inaugurato dalle istituzioni è, infatti, un «ibrido - secondo Brandi - poiché vi convergono ragazzini da ogni parte del centro storico, non solo della Sanità».
Gazebo, panche e arredo urbano sono stati vandalizzati, risse continue tra immigrati, scippi e rapine in pieno giorno. Questo è ormai il parco.
Nel 2006 fu l'associazione «& Napoli» ad inaugurare l'area giochi di piazza Cavour piantando un albero donato dal Comune di Scisciano: «Doveva essere l'albero della speranza, con l'auspicio che con esso potesse crescere anche il senso civico dei residenti», ricorda Brandi.
«Abbiamo appena avviato una petizione popolare - fa sapere invece Francesco Nacarlo, consigliere della Terza municipalità - per richiedere una pattuglia fissa di polizia o carabinieri». E Brandi conclude facendogli da eco: «Oltre alla chiusura e vigilanza del parco, impiegando guardie ambientali, Protezione civile e polizia municipale».

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lunedì 28 marzo 2011 - 10:10   Ultimo aggiornamento: giovedì 1 gennaio 1970 18:06
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