«Scugnizzi a vela», giovani napoletani restauano navi d'epoca| Video

di Marina Cappitti





In francese vaurien - da 'vaut rien'- significa 'senza valore'. Ma le due imbarcazioni a vela varate oggi presso la Base Navale di Napoli valgono eccome. E non solo perché si tratta di due piccoli gioielli - si chiamano Free Bee e Federica - degli anni '60, ma perché dietro il restauro durato due anni, curato dall'associazione onlus "Life", in collaborazione con la Marina Militare e l'Unione Nazionale delle Cooperative Italiane della pesca e dell'acquacoltura, ci sono loro: i ragazzi.



Gli 'Scugnizzi a vela' - questo il nome del progetto di solidarietà per l'integrazione dei ragazzi a rischio di devianza ed emarginazione - provenienti da famiglie disagiate della provincia di Napoli, della Comunità Pubblica per Minori di Nisida - Ministero della Giustizia, dell'ASL NA 1 Unità Operativa Ser.T. - Servizio Tossicodipendenze, dalle Case Famiglia Aquilotto, Germoglio e Pianeti diversi. E che attraverso quest'esperienza imparano a crescere, ad inserirsi nella società civile e nel mondo del lavoro.



Come Salvatore Nocerino che viene da una casa famiglia di Ponticelli e che ha imparato a stare con gli altri, ad andare per mare, ma soprattutto a conoscere ed amare il legno che spera diventi il suo lavoro. "In maniera continuativa abbiamo 8 ragazzi - spiega Stefano Lanfranco, presidente dell'Associazione Life e motore di questo progetto - e l'obiettivo è dare competenza, istruzione e poterli avviare ad attività lavorative, presentarli ad armatori, prevedere costi per uno stage, dare insomma loro l'opportunità di entrare nel mondo del lavoro e di crearsi un futuro".



Il progetto autofinanziato e realizzato nel Cantiere Scuola ospitato all'interno dell'antica falegnameria borbonica, grazie alla determinante disponibilità della Marina Militare, dei Marinai d'Italia, dell'Autorità Portuale di Napoli e di etici sostenitori, dà infatti ai ragazzi la possibilità di acquisire competenze e conoscenze nell'ambito del restauro e dell'arte marinaresca. E in questa direzione va la presentazione ufficiale oggi anche della nave scuola "Matteo", un vecchio bialbero in legno di 16 metri acquisito dalla Lega Navale di Ischia su cui verranno ospitati periodicamente in 4 cabine i ragazzi a rischio per condurre una vera e propria vita militare con lezioni di ambiente ed educazione civica condotti da marinai e carabinieri.



Viene così ripreso l'antico programma del 1914 "Da scugnizzi a marinaretti" con cui l'allora Ministero della Marina fece dono alla città di Napoli della pirocorvetta in legno "Caracciolo" per accogliere gli scugnizzi e trasformarli in provetti marinai. Rotta finale sognata da Life è quella di portare i ragazzi del carcere di Nisida su quest'imbarcazione e farla diventare un luogo dove possano scontare la loro pena.
Venerdì 5 Dicembre 2014, 13:19



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