Inchiesta riciclaggio e ristorazione
Il collaboratore Lo Russo: «Pisani chiedeva: chi porta la droga a Narducci?»

A+ A- Stampa
NAPOLI - L'ex capo della squadra mobile di Napoli Vittorio Pisani indagò sull'ex pm Giuseppe Narducci, oggi assessore nella giunta De Magistris: lo ha dichiarato a verbale il collaboratore di giustizia Salvatore Lo Russo, ex confidente di Pisani. Il verbale in questione, roporta l'agenzia Ansa, in precedenza omissato, è stato depositato nei giorni scorsi in forma integrale dai pm Sergio Amato ed Enrica Parascandolo. Pisani si sarebbe rivolto al suo confidente per acquisire informazioni sul magistrato, convinto - a dire del pentito - che facesse uso di droga. Il collaboratore ha sottolineato di essere rimasto «sbalordito» dalla richiesta in quanto sapeva, da quanto leggeva sui giornali, che Narducci era un pm molto attivo.

Narducci, attualmente assessore alla sicurezza del Comune di Napoli, da pm ha svolto importanti inchieste, tra cui quella contro i clan Misso e Giuliano, attivi nel centro storico di Napoli, e l'indagine di Calciopoli. Negli anni '90 condusse, tra l'altro, indagini su presunte collusioni tra funzionari e agenti della polizia e clan della camorra.

Secondo Lo Russo (che ha deposto oggi al processo su riciclaggio e ristorazione) Pisani era convinto che Narducci facesse uso di droghe e che a rifornirlo fosse un carabiniere. Nell'interrogatorio del 19 ottobre 2010, il pm Amato rilegge una dichiarazione che Lo Russo aveva reso precedentemente:

- «Ricordo che in un'occasione il dottor Pisani mi chiese informazioni circa il fatto che c'era un carabiniere che si recava nella zona della Torretta per acquistare cocaina per il dottor Narducci. Rimasi sorpreso». Lo Russo aggiunge: «Diciamo sbalordito».

Il pm riprende la lettura del verbale precedente: «Anzi sbalordito». Quindi chiede

«Rimaneste sbalordito perchè?».

Il collaboratore spiega. «E perchè io il dottor Narducci lo conosco attraverso le cronache e cose, io sono sempre convinto che è una bugia per me, perchè non la vedo una persona così che può far uso di stupefacenti».


Il pm Amato riprende la lettura del verbale precedente: «Rimasi sorpreso, anzi, sbalordito da quanto diceva, in quanto conoscevo la fama del dottor Narducci di magistrato integerrimo».

Lo Russo lo interrompe:

«Non mi voglio sbagliare, il dottor Narducci era uno di quelli che stava spesso sul giornale, era uno che lavorava molto a quei temi».

Il pm Parascandolo chiede a che periodo risalga la domanda di Pisani e il pentito spiega che era prima del 2000. Amato continua a leggere il verbale precedente: «Risposi che non sapevo nulla e che nulla potevo fare in quanto quella (la zona di Mergellina, ndr) non era una zona in cui avessi particolari conoscenze. Il senso della domanda che mi fece il dottor Pisani era quello di individuare...».

Lo Russo si inserisce: «...il carabiniere, chi era questo carabiniere! Attraverso le piazze di spaccio se lo sapevano».

Lo Russo aggiunse che chiese informazioni su questo all'ispettore Damiano Lisena, colui che gli aveva presentato Pisani e che per un periodo aveva lavorato nei ristoranti della famiglia Iorio. Lisena, afferma Lo Russo, «disse che loro (i poliziotti, ndr) nell'ambiente lo chiamavano Peppe lo scemo». Il pm riprende la lettura del precedente verbale: «Di lì a poco chiesi a Damiano che tipo fosse il dottor Narducci e lui rispose che loro non lo tenevano in nessuna considerazione, precisandomi che anche nelle occasioni in cui operava direttamente con loro ne parlavano come Peppe 'o scemo».
martedì 20 marzo 2012 - 17:34
VUOI CONSIGLIARE QUESTO ARTICOLO AI TUOI AMICI?

CONDIVIDI L'ARTICOLO

DIVENTA FAN DEL MATTINO