Bare con le foto dei calciatori: il Napoli diffida l'azienda «non sono autorizzate&raq

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NAPOLI - Una azienda di onoranze funebri propone la bara personalizzata del Napoli con tanto di fotografia del campione preferito. Ma Il calcio Napoli non ne sa nulla e spiega che il prodotto non solo non è autorizzato ma è «lesivo dell'immagine».


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Tutto inizia con un articolo in cui Fabio Bellomunno, giovane patron della storica ditta di onoranze funebri napoletana, racconta le novità del settore e spiega di essere l'ideatore di una nuova linea di bare personalizzate modello extra-lusso. Roba da ricchi, insomma, persone molto facoltose che anche l’ultimo viaggio se lo vogliono fare a gusto loro e senza badare a spese. «Devo essere sincero? Con la bara del Napoli ho qualche difficoltà pure io, è una questione di scaramanzia. E se poi perde? Alla fine si direbbe che è stata colpa delle nostre bare e non sarebbe giusto. Ma vallo a spiegare ai napoletani».

Certo, tutti i torti Bellomunno non ha: lui propone la bara azzurra, il Napoli perde, la patente di jettatore non gliela toglie più nessuno. Senza contare che ancora non sappiamo che cosa ne pensano Hamsik, Cavani e Lavezzi fotografati e stampati a dimensione quasi naturale sul coperchio di mogano della nuovissima bara modello tifoso. Quanto costa? Parecchio.

Minimo 1500 euro, massimo 2500, ma è chiaro che dipende da come la si vuole. Modello classico o moderno? Noce, frassino o mogano? Interni semplici o imbottiti? Pittura matta o lucida? «I prezzi cambiano - prosegue il titolare - e non vale solo per la bara del Napoli. Se il rivestimento interno lo vogliono in seta pura, in pelle o in velluto pregiato il costo lievita. Anche con le pitture bisogna fare attenzione, adesso va molto di moda il satinato che chiaramente costa più del colore base e le richieste non si contano insieme con una serie di stravaganze che, per carità cristiana, vi risparmio».

Già, perché dopo la bara del Napoli, il velluto, la seta, il satinato, le foto del defunto sulla cassa, i cuori e i fiori da applicare sui lati del feretro, c’è ancora dell’altro. Si chiama «cristallizzazione delle ceneri» l’ultima tendenza in materia di cremazioni, una pratica inquietante che lascia vagamente perplesso anche Fabio Bellomunno. Che ormai - assicura - non si meraviglia più di niente. «Cristallizziamo, certo che sì. E anche con una discreta frequenza. In poche parole: si prendono le ceneri del vostro caro, si cristallizzano ben bene e se ne fanno pietre da incastonare su orecchini, bracciali, collane, anelli e ciondoli». Defunti da indossare, insomma. Avendo buona cura di non farseli scippare.

Dopo la pubblicazione dell'articolo, la società sportiva ha diffuso una nota: «La società sportiva calcio Napoli comunica che l’iniziativa descritta non è mai stata autorizzata e, pertanto, non è ufficiale. Il prodotto, non autorizzato, è lesivo dell’immagine della SSCNapoli S.p.A., dei marchi di sua proprietà nonché dell’immagine e della persona dei suoi calciatori tesserati, che tra l’altro, non hanno in nessun modo autorizzato tale iniziativa. La SSCNapoli S.p.A., si riserva pertanto di perseguire l’iniziativa in ogni sede giudiziaria, sia con riguardo l’uso non autorizzato dei propri segni distintivi, sia con riguardo al danno all’immagine e al decoro della SSCN, sia con riguardo alla tutela dell’immagine dei propri calciatori, i cui diritti, come è noto sono stati ceduti in esclusiva alla Società Sportiva Calcio Napoli».

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mercoledì 11 aprile 2012 - 11:14   Ultimo aggiornamento: giovedì 1 gennaio 1970
 
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