San Gennaro, caccia al tesoro
nuovi scavi nelle Catacombe

NAPOLI - A caccia di tesori nella città sotterranea. Tesori d’arte e storia, quella dei primi secoli della cristianità, che si intreccia con racconti di fede spesso leggendari. La catacomba di San Gennaro racchiude il fascino di un luogo antichissimo e il mistero di chi ha scavato costruito sottoterra per preservare la propria fede.
L’anima di una città nel luogo dove furono conservate le spoglie del suo patrono. Spirito sotterraneo che la città distratta che vive in superficie dimentica sempre più spesso. Sotto la chiesa dell’Incoronata a Capodimonte ci sono cunicoli e ambulacri che dal 1971 al 1973, per volontà dell’allora cardinale Corrado Ursi, furono studiati in una campagna di scavi diretti da Umberto Maria Fasola della pontificia commissione di archeologia sacra. Quarant’anni dopo si torna a studiare e a scavare nella rete sotterranea di tunnel, con l’obiettivo di far riscoprire quanto già noto e dare una visione organica all’intero percorso.
Tasselli di storia e fede da rimettere insieme per costruire la narrazione che ci ha lasciato chi ha vissuto nel lontano 400 dopo Cristo. Domani dalle ore 10 alle 13,30 nel salone della Banca Intesa (a Palazzo Zevallos Stigliano di via via Toledo), si terrà, quindi, un Seminario di studi dal titolo «La catacomba di San Gennaro a Napoli: nuove prospettive di ricerca».
L’incontro, organizzato dalla pontificia commissione di archeologia sacra e dall’ispettorato per le catacombe della Campania con il patrocinio dell’università del Molise e dell’accademia di archeologia, lettere e belle arti in Napoli, intende, infatti, fare il punto sulle ricerche sinora condotte sulla catacomba di San Gennaro, sulla funzione che riveste (in quanto testimonianza del primo cristianesimo e in quanto bene culturale) e sulle potenzialità delle indagini multidisciplinari.
Lo scopo principale dell’incontro è quello di rendere pubblici gli sforzi che la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, d’intesa con la Curia Arcivescovile di Napoli, sta facendo per favorire la ripresa degli studi sui cimiteri paleocristiani di Napoli, a quasi 40 anni dalla pubblicazione del volume di Umberto M. Fasola su Le catacombe di S. Gennaro a Capodimonte (Napoli 1975).
Nel corso degli ultimi vent’anni, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ha patrocinato numerosi restauri nelle catacombe napoletane; gli interventi hanno interessato sia le questioni statiche, sia quelle propriamente archeologiche, sia quelle conservative, con riguardo particolare agli splendidi affreschi e ai preziosi mosaici che decorano alcune tombe. Negli ultimi due anni è stata avviata la catalogazione dei reperti archeologici provenienti dai vecchi scavi nella catacomba di San Gennaro, un’operazione - cui prendono parte giovani laureati e laureandi in archeologia cristiana e medievale dell’università di Napoli e dell’università del Molise - che rappresenta la necessaria premessa all’avvio di scavi sistematici nelle aree non toccate dalle precedenti indagini e il punto di partenza per la ripresa degli studi sui cimiteri paleocristiani di Napoli.
Al Seminario, coordinato da Marcello Rotili (Seconda università di Napoli), interverranno Fabrizio Bisconti (Sovrintendente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, Università di Roma Tre), Andrea Milano, Antonio Nazzaro e Gennaro Luongo (Federico II), Adolfo Russo (curia arcivescovile di Napoli e Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale) Paolo Mauriello e Carlo Ebanista (università del Molise).
giovedì 17 maggio 2012 - 11:11 Ultimo aggiornamento:
giovedì 1 gennaio 1970 05:05
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