Bacio tra uomini nel manifesto contro
l'omofobia: arriva il dietrofront

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BATTIPAGLIA - È diventato un caso il veto posto alla stampa ed affissione del manifesto per la giornata nazionale contro l'omofobia. Tanto che le prese di posizione si avvicendano di minuto in minuto ed hanno indotto anche il sindaco a fare, almeno parzialmente, dietrofront.

Mentre infatti dal verbale della commissione pari opportunità risultava che l'amministrazione, secondo quanto affermato dalla presidente Marika Calenda e dall'assessore Paolo Cuozzo, fosse nettamente contraria all'uso dell'immagine che ritrae due uomini nell'atto di darsi un bacio, peraltro assai casto, per evitare di ledere la sensibilità altrui, da palazzo di città, dopo una giornata di aspre polemiche, giunge uno stringato comunicato che afferma: «Pur ribadendo l'inopportunità dell'uso di un'immagine che non rispetta tutte le sensibilità, l'amministrazione non intende censurare alcuno, riconoscendo alla commissione ampia autonomia, anche quando in dissonanza dal suo pensiero».

Non appena la notizia del veto si è diffusa, però, un durissimo richiamo a dissociarsi è venuto da Rifondazione comunista che parla di «indecorosa e medievale censura che getta la città nel discredito dell'intera nazione», e parla di «imbarazzante silenzio del Pd e di Idv». Un silenzio che non è durato a lungo.

Infatti è giunta quasi immediata la presa di posizione del segretario del Pd, Luca Lascaleia: «Il manifesto si farà. Sul tema dei diritti per noi non ci sono vincoli o calcoli di maggioranza, ci sono i diritti punto e basta. Invitiamo pertanto la commissione, che abbiamo fortemente voluto proprio per far rispettare le pari opportunità, ad andare avanti con la decisione che essa stessa aveva preso a maggioranza, cioè pubblicare il manifesto».

Stessi toni da parte dell'assessore Idv Maurizio Mirra che si è detto d'accordo con Lascaleia sull'idea che, qualora la commissione non andasse avanti, il manifesto sarebbe egualmente pubblicato, senza simboli di partito, a spese di Pd e Idv.

Intanto la commissione è stata riconvocata in tutta fretta, senza neppure rispettare il protocollo stabilito dal regolamento. Ma non hanno mutato idea gli esponenti dell'Udc che rappresentano il gruppo consiliare più numeroso che sostiene Santomauro. Marco Campione tenta di spiegare: «Fermo restando il ripudio per ogni forma di discriminazione, esprimo tutta la mia distanza da una scelta della commissione di una comunicazione improntata alla provocazione».
Rincara la dose il presidente provinciale Vincenzo Inverso che ribadisce: «Un conto è parlare delle coppie di fatto tra un uomo e una donna, un conto è tutto il resto che noi capiamo, ma non per questo dobbiamo accettare». Ma cosa significa allora omofobia, se non paura dell'omosessualità? A spiegarlo, oltre a Pasquale Quaranta, promotore del manifesto tanto discusso, è Franco Grillini, presidente di Gaynet: «L'Italia è il paese dell'immoralità governata dai moralisti e si potrebbe dire che con il moralismo sessuofobico la democrazia può anche soccombere. Nell'esprimere solidarietà agli amici di Battipaglia che hanno fatto questa battaglia faccio appello almeno ai partiti di sinistra e liberal democratici perché si dissocino dal peloso moralismo di chi ha deciso il ritiro del patrocinio».

Sulla vicenda anche il comunicato di Rete per i diritti Salerno: «Vogliamo sperare che tutto si risolva nelle prossime ore. Se questo non accadesse sarebbe davvero una ferita profonda».

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giovedì 17 maggio 2012 - 12:12   Ultimo aggiornamento: giovedì 1 gennaio 1970 03:03
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