Fornero e i gay: no a matrimoni,
ma tutela dei diritti dei singoli

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ROMA - «Non ho auspicato che le unioni di fatto, sia etero sia omosessuali, siano equiparate alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, ma semplicemente invitato ad aprire gli occhi sulle diverse realtà che stanno emergendo e a non dimenticare, e meno che mai a discriminare, i diritti dei singoli individui che vi si riconoscono e che chiedono con forza un riconoscimento».

L'invito a riflettere di Fornero. Lo scrive il ministro Elsa Fornero in una lettera ad Avvenire sul dibattito nato dal suo invito a «riflettere» sulle coppie di fatto e gay. «Senza queste risposte, si acuirebbe un altro fattore di instabilità sociale, oltre a quelli di carattere economico resi più acuti dalla crisi in atto», aggiunge il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha anche la delega alle Pari opportunità. Elsa Fornero sottolinea che le sue dichiarazioni in occasione della giornata della famiglia sono state riportate «in modo distorto». «Richiamare l'attenzione su una realtà, ancorchè scomoda, non significa affatto esprimere giudizi, ma porre problemi, e invitare a riflettere - osserva il ministro -. Prendere atto di una situazione sociale e personale di disagio diffuso e auspicare la ricerca di soluzioni che rimuovano tale disagio è cosa ben diversa dall'esprimere giudizi negativi sulla famiglia».
domenica 20 maggio 2012 - 16:45
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