Capri, la rivolta: cedono le compagnie
Le tariffe giù, compensazioni in arrivo/Il video

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NAPOLI - La rivolta di Capri porta ad una tregua nella «guerra del golfo», inescata quattro giorni fa dagli aumenti delle tariffe per andare e venire dalle isole. L'isola azzurra era finita sui network mondiali per la serrata degli ormeggi fatta scattare da residenti infuriati.

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Al momento lo scontro finisce con una stretta di mano tra l’assessore regionale Sergio Vetrella e gli armatori, impegnati a trovare una via d'uscita.

Oggi sono partite le lettere delle compagnie di navigazione Alilauro, Alilauro Gruson, Nlg e Snav: stop all’aumento del 3,3 per cento, applicheremo l’1,5% come da inflazione programmata e come chiesto dalla Regione.

Vetrella incassa un risultato che sembrava insperato alla vigilia del braccio di ferro durato cinque giorni, con tanto di diffida agli armatori e minacce di pesanti sanzioni economiche per il mancato rispetto del contratto di servizio (nei giorni scorsi erano stati inviati gli ispettori nelle biglietterie).

Ma anche gli armatori portano a casa qualche cosa e non da poco. Potranno accedere ad una compensazione, ossia finanziamenti, per i maggiori costi a carico delle compagnie per gli aumenti dell’Iva su acquisti, manutenzioni e carburanti. Ora si vedrà quanto reggerà la tregua. Fino al prossimo aumento della benzina.

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martedì 29 maggio 2012 - 20:08   Ultimo aggiornamento: giovedì 1 gennaio 1970 19:07
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