NAPOLI - La rivolta di Capri porta ad una tregua nella «guerra del golfo», inescata quattro giorni fa dagli aumenti delle tariffe per andare e venire dalle isole. L'isola azzurra era finita sui network mondiali per la serrata degli ormeggi fatta scattare da residenti infuriati.
>>>>GUARDA IL SERVIZIO DI RAINEWS24
Al momento lo scontro finisce con una stretta di mano tra l’assessore regionale Sergio Vetrella e gli armatori, impegnati a trovare una via d'uscita.
Oggi sono partite le lettere delle compagnie di navigazione Alilauro, Alilauro Gruson, Nlg e Snav: stop all’aumento del 3,3 per cento, applicheremo l’1,5% come da inflazione programmata e come chiesto dalla Regione.
Vetrella incassa un risultato che sembrava insperato alla vigilia del braccio di ferro durato cinque giorni, con tanto di diffida agli armatori e minacce di pesanti sanzioni economiche per il mancato rispetto del contratto di servizio (nei giorni scorsi erano stati inviati gli ispettori nelle biglietterie).
Ma anche gli armatori portano a casa qualche cosa e non da poco. Potranno accedere ad una compensazione, ossia finanziamenti, per i maggiori costi a carico delle compagnie per gli aumenti dell’Iva su acquisti, manutenzioni e carburanti. Ora si vedrà quanto reggerà la tregua. Fino al prossimo aumento della benzina.