Oggi una fiaccolata ricorda Andrea
barista ucciso per errore dal clan
Folla ai funerali: «Killer bastardi»

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CASORIA - E anche il parroco della basilica di San Mauro, non ha retto all’emozione. Don Mauro Zurro, un istante prima della benedizione della bara di Andrea Nollino, ucciso martedì mattina fuori il suo bar, si è improvvisamente fermato. Le parole del rito del commiato sono annegate in un pianto silenzioso, che ha contagiato le mille e più anime che assistevano alla celebrazione funebre del povero barista, ucciso per errore. Ed è stato don Tonino Palmese, prete della prima frontiera anti camorra, che ha concelebrato messa, ad avvicinarsi al parroco e con un gesto delicatissimo lo ha spinto a continuare.

Giorno di dolore e lutto a Casoria. Nella bellissima basilica dedicata a san Mauro, si è conclusa con il rito funebre per Andrea Nollino, una pagina nerissima di quella barbarie criminale, che continua a uccidere innocenti, il cui ricordo è testimoniato ai funerali di Andrea Nollino, dalla presenza del papà di Annalisa Durante, del fratello di Dario Scherillo, del marito di Silvia Ruotolo e del fratello di Federico Del Prete, sindacalista degli ambulanti che aveva aperto la sede del sindacato proprio a Casal di Principe. La bara è giunta in chiesa poco prima delle 13.30. Coperta da un fascio di rose a forma di cuore, sormontata dalla maglietta e dalla sciarpa del Napoli, sorvegliata da un peluche, un leone, così lo chiamavano familiari e amici stretti. Dietro il feretro, la moglie di Andrea Nollino. Il viso pallidissimo e il passo malfermo. Ma le mani strette con una sorprendente forza intorno ai figli Raffaele e Carmen.

Alla piccola Andrea, quattro anni, per sensibilità è stato risparmiato questo strazio. Il servizio d’ordine della basilica, pur inappuntabile, non riesce però a tenere come vorrebbe, un vero e proprio fiume di gente, la cui presenza e l’affetto che si legge in faccia, non riesce ne diluire e nemmeno a scalfire questo gigantesco totem di dolore e disperazione, della moglie e dai figli della vittima. In un silenzio composto, la signora Antonietta, riceve l’abbraccio di Giovanni Lucchesi, incaricato dal prefetto di Napoli a rappresentarlo e a ribadire la vicinanza della Stato. Insieme, arrivano il colonnello Francesco Gargaro (comandante del gruppo dei carabinieri di Castello di Cisterna) e il vicequestore Luciano Nigro, che al momento dello scambio del segno della pace, esce dai banchi e va ad abbracciare teneramente moglie e figli della vittima.
Pochi minuti prima dell’inizio della celebrazione, arriva il sindaco di Casoria, Vincenzo Carfora accompagnato dall’intera giunta, che prende posto accanto all’assessore regionale Pasquale Sommese, e al suo collega della giunta della Provincia Filippo Monaco. Forze dell’ordine, amministratori e politici, tutti insieme, a testimoniare la presenza delle istituzioni e l’impegno reale e concreto verso la famiglia di Andrea Nollino.

Pacata e sentita l’omelia di don Mauro Zurro (molto amico della vittima, impegnata nelle attività di volontariato della parrocchia) che ha richiamato alla luce di Dio, l’unica cura per sopportare queste sofferenze.
Di «mani bastarde e assassine» ha tuonato don Tonino Palmese (vicepresidente della Fondazione Pol.i.s. e referente regionale di Libera) nel breve saluto ai familiari, auspicando giustizia e mai vendetta. La bara portata a spalla ha attraversato onde di mani tese, prima di entrare per l’ultima volta nel bar, che si trova di fronte alla basilica. Oggi alle 18 la città si ritroverà ancora in piazza per una fiaccolata. Ci saranno tutti, anche l’intera Commissione d'Inchiesta Anticamorra delle Regione con il presidente, Gianfranco Valiante e il vice presidente, Angelo Marino.

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venerdì 29 giugno 2012 - 10:10   Ultimo aggiornamento: giovedì 1 gennaio 1970 15:03
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