
Carabinieri si fingono turisti e arrestano
ricercato in spiaggia: tradito dal tatuaggio

LIVORNO - Travestiti da turisti, i carabinieri di Livorno hanno arrestato, alle "spiagge bianche" di Vada, Mauro D'Ambrosio, 37enne di Casoria ricercato a seguito di una condanna definitiva della Corte d'appello di Firenze del 2005 per estorsione e traffico di droga e a seguito di un'ordinanza del gip di Catania per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
L'uomo, che secondo il rapporto dei carabinieri di Casoria sarebbe nipote di un appartenente al clan Adinolfi, è stato catturato dai carabinieri di Livorno mentre vendeva gelati sulla spiaggia. Un carabiniere che si è finto turista lo ha avvicinato riconoscendolo da un tatuaggio sul polpaccio, visto che il 37enne si era rasato i capelli per cercare di non essere riconosciuto.
A quel punto, una decina di uomini dell'Arma, sempre camuffati da turisti, lo hanno accerchiato con molta cautela data la presenza di numerosi bagnanti e non sapendo se fosse armato, e sono riusciti ad arrestarlo. L'uomo non ha opposto resistenza. Ora dovrà scontare una pena residua di quattro anni.
Da qualche tempo l'uomo era ospite di un parente a Rosignano. D'Ambrosio era stato condannato per l'attività di spaccio ed estorsione nei primi anni del 2000 tra le province di Pisa e Lucca. Poi, secondo il rapporto dei carabinieri si era trasferito al sud rendendosi responsabile per la Procura di Catania di un traffico di stupefacenti tra Campania e Sicilia collaborando con i clan catanesi Scuderi e Giuffrida. Per questo, cioè per l'accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, il gip di Catania aveva emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
sabato 14 luglio 2012 - 13:01 Ultimo aggiornamento:
giovedì 1 gennaio 1970 08:08
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