«Cirielli indagato», giallo sull’inchiesta
I carabinieri negli uffici della Provincia

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SALERNO - L’arrivo dei carabinieri nella sede dell’amministrazione provinciale di Salerno, ieri mattina, ha aperto per alcune ore un giallo sull’iscrizione nel registro degli indagati del presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli, già deputato e presidente della commissione Difesa della Camera. L’ipotesi: voto di scambio. In serata, però, il procuratore di Salerno Franco Roberti ha smentito la notizia.

Dal canto suo, in una nota diffusa nel pomeriggio, Cirielli aveva ribadito di aver «sempre rispettato la legge» alzando poi il tiro: «Chiederò di andare dai magistrati per chiarire qualsiasi eventuale dubbio che potrebbero nutrire sul mio operato. La mia posizione sulla giustizia non cambia di certo: sono garantista ma rispetto la magistratura e ho fiducia nella sua azione complessiva. Non credo a teorie complottiste e sono convinto che ci si debba difendere nei processi e non dai processi».

Il caso è nato dopo l’arrivo a palazzo Sant’Agostino di tre carabinieri spediti dalla procura di Salerno, assieme a un proprio consulente, per acquisire tre fascicoli nell’ufficio del personale relativi alla prove dei concorsi per l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di alcuni funzionari. Un blitz, quello di ieri, che nasce a valle delle indagini della Direzione distrettuale Antimafia sul tesseramento del Pdl a Salerno e in provincia che ha già portato all’acquisizione dei nominativi relativi a 25 mila iscrizioni al partito.

L’inchiesta è nata da una costola di Linea d’Ombra, l’indagine sui rapporti tra poltica e camorra a Pagani che, tra gli altri, ha portato in carcere anche l’ex sindaco di Pagani e consigliere regionale del Pdl Alberico Gambino. Secondo le ipotesi investigative, ci sarebbero relazioni dirette tra i falsi tesseramenti, alcune assunzioni e appalti concessi dalla Provincia di Salerno ad alcune società e cooperative. A maggio, del resto, gli stessi carabinieri sequestrarono atti relativi alla coop «Ci siamo noi» che avrebbe ottenuto dal settore dei Lavori pubblici e dall’ufficio di staff della presidenza della Provincia appalti ritenuti sospetti.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Vincenzo Montemurro, avrebbero ora preso una direzione ben precisa: si indaga sulle assunzioni e le consulenze durante il mandato di Cirielli, dal 2010 ad oggi. Due, in particolare, le posizioni finite nel mirino della procura: una riguarda l’assunzione, con contratto a tempo indeterminato della convivente di Giuseppe Fabbricatore, capogruppo del Pdl al Comune di Nocera Superiore e componente del direttivo provinciale del partito (tra l’altro uno dei più votati), e l’altra quella della figlia di un imprenditore di Cava de’ Tirreni ritenuto in ottimi rapporti con il presidente della Provincia. Dopo un breve stage Assunta Manzo, convivente di Fabbricatore, sarebbe stata inserita nell’organico dell’ufficio dei Lavori pubblici, ufficio nel quale già nello scorso mese di maggio i carabinieri acquisirono documenti relativi sempre all’inchiesta sulle tessere del Pdl. È proprio quella della Manzo una delle posizioni più delicate sulle quali la procura intende far luce.

A puntare l’indice contro Fabbricatore sarebbe stato Giovanni Citarella (ex presidente della Nocerina) all’indomani del suo arresto nell’operazione dei carabinieri del Ros sugli appalti della Provincia di Salerno truccati tra il 2002 e 2008. Dopo le dichiarazioni rese in interrogatorio al pm Rosa Volpe, Citarella fu ascoltato anche da Montemurro. In un primo momento anche lui era finito all’attenzione della Dda per la questione del tesseramento Pdl nell’agro nocerino, inchiesta anche questa nelle mani di Montemurro. Ma, durante l’interrogatorio, il patron della Nocerina smentì e rivelò alcuni particolari relativamente all’acquisto di un pacchetto di tessere da parte di Fabbricatore.

Petronilla Carillo
Alessio Fanuzzi

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giovedì 2 agosto 2012 - 12:12   Ultimo aggiornamento: giovedì 1 gennaio 1970 16:04
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