
Il sub napoletano morto a Procida
Volontario in Emilia per il sisma
Alessandro Trignano era infermiere del Santobono
La commozione degli amici corre sui social network
Un sub esperto che aveva anche un particolare brevetto, il «rescue diver» che abilita al soccorso subacqueo: una maniera per coniugare le stelle polari della sua vita, l’amore per il mare e l’interesse costante per chi ha bisogno di aiuto.
Non a caso Alessandro Trignano, il sub morto ieri a Procida, lavorava da dieci anni come infermiere nel reparto dialisi del Santobono, l’ospedale pediatrico.
Ieri mattina era tornato al «Blue hole diving center» di Baia che aveva frequentato in passato, ma dal quale mancava da un paio di anni.
«Aveva prenotato l’escursione da qualche giorno - raccontano i responsabili - e sembrava molto contento di partire». Poi il malore in mare e gli inutili tentativi per rianimarlo.
Trentacinque anni, sposato, su Facebook aveva scelto come motto «Carpe diem». Ex studente dei salesiani , ex studente della scuola militare Nunziatella, Alessandro si era poi laureato in scienze infermieristiche all’università dell’Aquila per cominciare a lavorare al Santobono. Come volontario collaborava con l’ordine dei Cavalieri di Malta e subito dopo il sisma dell’Emilia era stato nella tendopoli organizzata a Bomporto nei pressi di Modena. Ora stava valutando la proposta che gli era arrivata di andare come volontario in Siria.
«Era un gran lavoratore e un amico leale e sincero - racconta il collega Gianfranco Salzano - la sua grande passione era il mare, si era iscritto a un diving e spesso faceva immersioni con gruppi di altri dipendenti dell’ospedale. Ma era anche un instancabile lavoratore, apprezzato da tutti i suoi amici del Santobono e anche dai piccoli pazienti per i quali si impegnava costantemente».
E ieri la notizia si è diffusa rapidamente tra i medici e gli infermieri del Santobono che increduli se la sono comunicati l’uno con l’altro anche via internet: i messaggi hanno scandito le ore di attesa fino alla conferma arrivata nel pomeriggio. E da quel momento tanti i messaggi di addio.
I suoi amici di Facebook hanno scelto di salutarlo con una foto che lui amava molto: un momento della vita del campo di Bomporto, mentre giocava con un gruppo di bambini.
Trignano era anche impegnato come rappresentante dei lavoratori aderendo alla Federazione sindacati indipendenti.
d.d.c.
lunedì 6 agosto 2012 - 15:03 Ultimo aggiornamento:
giovedì 1 gennaio 1970 03:03
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