Incarichi e appalti, la Procura di Napoli
«Mastella e la moglie vanno processati»

L'ex ministro: «Era prevedibile e sono sereno
Spero che altrettanto accada agli altri»
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NAPOLI (15 maggio) - La procura della Repubblica di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio del leader dell'Udeur Clemente Mastella e della moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, nonché di circa altri venti imputati. È questo l'epilogo dell'inchiesta su presunti illeciti nell'assegnazione di appalti e incarichi pubblici che nel gennaio dello scorso anno provocò un autentico terremoto politico. La richiesta, firmata dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal pm Francesco Curcio, è stata trasmessa al giudice per le indagini preliminari Sergio Marotta che nei prossimi giorni fisserà la data dell'udienza preliminare.

«Non ci voleva la zingara per indovinare che sarebbe andata così. Comunque, per quanto mi riguarda, sono e resto sereno», commenta l'ex ministro. «Mi auguro solo che uguale serenità nei miei confronti ci sia anche da parte degli altri» aggiunge Mastella.

È probabile che il procedimento, al termine del quale il giudice dovrà stabilire se gli imputati vanno processati oppure prosciolti, comincerà nel luglio prossimo. Al momento non tutti gli imputati risultano avvisati dell'iniziativa della procura e per tale motivo la notizia è trapelata solo da indiscrezioni raccolte in ambienti di palazzo di giustizia. Si presume che i magistrati si siano riportati pressoché integralmente al contenuto dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato nel febbraio scorso. Per tutte le persone coinvolte nell'inchiesta, compreso quindi Mastella, i pm avrebbero escluso il reato più grave di associazione per delinquere tenendo fermi invece gli altri capi d'accusa che vanno dalla concussione all'abuso di ufficio alla rivelazione di segreto di ufficio.

La vicenda giudiziaria esplose a gennaio dello scorso anno quando, su richiesta dei magistrati della procura di Santa Maria Capua Vetere, furono eseguite una serie di ordinanze cautelari, tra cui una agli arresti domiciliari per la Lonardo, mentre si apprendeva che Mastella risultava indagato come presunto promotore di una associazione per delinquere. Lo stesso giorno, una volta eseguiti gli arresti, gli atti dell'inchiesta furono trasferiti a Napoli in seguito alla dichiarazione di incompetenza territoriale pronunciata dal gip del tribunale casertano.

A Mastella sono contestati tre episodi di concussione. Il primo ai danni del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino a cui l'ex ministro, secondo l'accusa, avrebbe imposto la nomina a commissario dell'area di sviluppo industriale Asi di una persona di sua fiducia. L'altro episodio riguarda i tentativi di costringere il dirigente di una Asl a concedere posti di lavoro, incarichi dirigenziali e appalti ad appartenenti all'Udeur. Mastella avrebbe inoltre imposto la nomina di un esponente del suo partito ad assessore ai lavori pubblici del Comune di Cerreto Sannita, nel Beneventano.

Altre irregolarità individuate dagli inquirenti si riferiscono a presunti abusi a vantaggio di una comunità montana. Secondo alcune indiscrezioni, la posizione di uno o più indagati sarebbe stata stralciata oppure sarebbero state avanzate richieste di archiviazione.
venerdì 15 maggio 2009 - 19:01
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