Codice a barre addio, arriva Bokodes
si legge anche con la fotocamera del cellulare

NEW YORK (27 luglio) - È più piccola, colorata, può contenere migliaia di informazioni in più e può essere letta anche dalla fotocamera dei cellulari: si tratta di Bokodes, l'etichetta con diametro di appena 3 millimetri che è la rivale e l'aspirante sostituta del tradizionale codice a barre, che si augura di mandare in pensione.
Bokodes, sviluppata dal Massachesetts Institute of Technology (Mit), consiste in un led (Light Emitting Diode, diodo a emissione luminosa), coperto da una sottile maschera e da una lente: le informazioni sono codificate nella luce emessa attraverso la maschera, la cui intensità varia a seconda dell'angolazione dalla quale viene osservata.
«La luminosità o lo scuro dipendono da quanto si vuole o meno codificare l'informazione», spiegano dal Mit, ricordando che il dispositivo sarà presentato ufficialmente la prossima settimana nel corso di Siggraph, conferenza in programma a New Orleans. Rispetto al codice a barre, Bokodes offre innumerevoli vantaggi: oltre a essere più piccola, può anche essere letta a distanza attraverso la fotocamera del cellulare. Diversamente dal codice a barre, che va letto a distanza ravvicinata, l'etichetta può essere esaminata a 12 metri di distanza, anche se teoricamente una sua lettura è possibile fino a 20 metri. Il che - osservano i ricercatori - presenta vantaggi anche per i consumatori che, con il cellulare, possono ottenere informazioni sul prodotto che intendono acquistare.
«Negozi e ristoranti possono esporre l'etichetta fuori dai propri locali e navigando in prossimità del punto vendita con Google gli utenti possono avere tutte le informazioni al riguardo, compresi i menù».
Attualmente i prototipi di Bokodes sono costosi, circa 5 dollari l'uno: in ogni caso - mettono in evidenza i ricercatori - la tecnologia può essere affinata e i costi ridotti fino a 56 cent a etichetta. Non è la prima volta che ricercatori e aziende cercano di lanciare un sostituto del codice a barre: nel 2007 Microsoft aveva presentato High Capacity Colour Barcode. Poi era stata la volta della tecnologia Rfid (Radio Frequency Identification). Ambedue i dispositivi sono attualmente usati in varie applicazioni ma nessuno dei due è riuscito a sostituire il codice a barre.
lunedì 27 luglio 2009 - 22:10 Ultimo aggiornamento:
giovedì 1 gennaio 1970 01:01
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