NAPOLI (24 novembre) - Agguato a San Pietro a Patierno, quartiere della periferia di Napoli. Nell'agguato sono morti Gennaro Sacco, 58anni, considerato il capoclan dell'omonimo gruppo, e il figlio Carmine, 29 anni, rimasto ferito in un primo momento e trasportato all'ospedale San Giovanni Bosco dove è morto. L'agguato è avvenuto in via delle Masserie, all'incrocio con via Gagarin.
Secondo quanto al momento ricostruito dai carabinieri, i due erano a bordo di una moto, guidata da Carmine, 29 anni, quando i killer, alle loro spalle, forse anche loro a bordo di una moto, hanno iniziato a sparare. Hanno colpito alla testa Gennaro Sacco. Il figlio Carmine ha tentato la fuga ma, forse già ferito, si è schiantato con la moto contro un muro. Ha continuato la fuga a piedi ma è stato raggiunto dai killer che gli hanno sparato contro altri colpi di arma da fuoco.
La vittima dell'agguato era considerato dalle forze dell'ordine il capozona del clan Sacco-Bocchetti, attivo principalmente a San Pietro a Patierno; gli affari sono concentrati nel settore della droga.
Le vittime sono zio e cugino del killer del video choc del rione Sanità, Costanzo Apice, 28 anni, ora detenuto. IApice, che ripreso da una telecamera alla Sanità freddò a colpi di pistola Bacio Terracino, 53 anni, potrebbe anche essere anche un affiliato del clan Sacco e nel clan avrebbe potuto svolgere il ruolo di uno dei guardaspalle del boss Gennaro Sacco. Stretto riserbo viene mantenuto dagli investigatori su questa ipotesi come sulla possibilità, che sinora non trova conferma, secondo la quale l'agguato di oggi possa essere un avvertimento nei confronti di Apice che avrebbe lasciato intendere l'intenzione di pentirsi.