ROMA (5 dicembre) - «Berlusconi dimissioni». Con questo striscione scritto in bianco su sfondo viola in testa al corteo ha sfilato oggi per le vie di Roma il "No B day" la manifestazione lanciata in rete lo scorso ottobre. A chiusura della manifestazione a piazza San Giovanni il concerto di Roberto Vecchioni. Per oltre due ore dal palco di piazza San Giovanni si sono susseguiti gli interventi degli oratori, tra cui Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Dario Fo e Franca Rame, Fiorella Mannoia, il magistrato Domenico Gallo ed esponenti della società civile.
Guerra di cifre. «Sicuramente siamo oltre un milione, forse un milione e mezzo», hanno detto gli organizzatori del corteo nato sul web con un appello per chiedere le dimissioni del premier. Solo 90mila invece i partecipanti per la questura. In testa al corteo anche un cartello che, facendo la parodia di una famosa frase del premier, dice "siamo il miglior corteo degli ultimi 150 anni". In contemporanea con la manifestazione romana di piazza San Giovanni, cortei e sit-in ci sono stati anche in altre città italiane e all'estero: da Barcellona a Berlino, da Parigi a Londra a Sydney, dove per via del fuso orario c'è stata la prima manifestazione del No B day.
Il colore viola degli «autoconvocati» e il rosso dei partiti della sinistra radicale hanno dominato piazza San Giovanni, dove erano presenti persone di tutte le età: tanti i giovani, ma tantissime anche le famiglie con bambini, le coppie di mezza età, gli anziani e gli immigrati. Quasi tutti indossavano qualcosa di viola: sciarpe, maglioni, gilet, gonne, scarpe, berretti e parrucche.
Molti i cori "dimissioni, dimissioni" indirizzati al presidente del Consiglio. "Buffone, buffone", "Ladro e mafioso", scandivano poi i manifestanti del No B day. «Si fa solo i c... suoi e a pagare siamo noi», è stato un altro slogan urlato. Il gruppo più acceso è quello che innalza un fantoccio con le fattezze del presidente del Consiglio. Numerosi hanno intonato cori come: «Berlusconi a San Vittore» (il carcere di Milano, ndr). In molti cartelli si elogiava invece il presidente della Camera Gianfranco Fini: «Meno male che Gianfranco c'è», recitava uno slogan. Tanti hanno sventolato una copia dell'agenda rossa scomparsa di Paolo Borsellino, simbolo di legalità.
Applausi contro Pd e Chiesa. Fragorosi applausi e segnali di apprezzamento hanno salutato, tra la folla di piazza San Giovanni in Laterano a Roma, l'intervento dell'attore Ulderico Pesce, che nel corso del suo intervento dal palco ha chiesto a gran voce: «dov'è il Pd, dov'è Bersani, dov'è la chiesa, dov'è il papa» facendo riferimento alla crisi economica e sociale del paese.
«Il vero vilipendio è che persone come Schifani e Berlusconi occupino le istituzioni», ha detto Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, in un intervento alla manifestazione interrotto più volte dall'ovazione della folla. «Schifani non vuole chiarire i rapporti avuti con la mafia nel suo studio professionale», ha aggiunto Borsellino. «Come si può accettare - ha proseguito Salvatore Borsellino - un presidente del consiglio il cui partito è sorto con i capitali della criminalità organizzata, la quale ora lo ricatta. Non dobbiamo permetterlo, dobbiamo essere noi a cacciarlo».
Alla manifestazione c'erano anche Nanni Moretti, Silvio Orlando e Ascanio Celestini. «La rivoluzione viola sta arrivando, noi vogliamo solo finire questa manifestazione e farla metabolizzare agli italiani, non puntiamo ad altro», ha detto Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori del No-B Day. «Non pensavamo che il passaggio dal virtuale al reale avrebbe funzionato così bene. È un successo di tutti gli italiani, siamo andati al centro dell'agenda politica».
Di Pietro: resistenza a governo fascista. «È la prima giornata di una resistenza attiva prima di dare la spallata finale ad un governo piduista e fascista», ha sottolineato il presidente dell'Italia dei valori Antonio di Pietro, presente al No B day.
Bindi: qui il popolo indignato e non frustrato. «Qui non c'è un popolo di frustrati, ma di indignati», ha osservato Rosi Bindi, presidente del Pd, presente anche lei nonostante le divisooni del partito alla manifestazione. «Quando le persone si incontrano - ha proseguito - c'è sempre un valore aggiunto, ed è molto positivo che qui ci siano molte persone, soprattutto giovani e donne che ancora hanno una capacità di indignazione e reazione rispetto alla vita del paese».
Fra i politici presenti al No B day anche l'ex leader del Pd, Dario Franceschini, l'ex candidato alla segreteria Ignazio Marino, il presidente della Puglia, Niki Vendola, l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, e il segretario del Prc Paolo Ferrero che ha affermato: «L'opposizione è qui».