ROMA (9 marzo) - Il governo ha posto la questione di fiducia sul ddl sul legittimo impedimento arrivato oggi all'esame dell'aula del Senato. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito motivando la decisione con l'ostruzionismo del Pd e dell'Idv che hanno presentato circa 1700 emendamenti. Il ddl, se andrà in porto, consentirà al presidente del Consiglio e ai ministri di invocare un legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, come imputati, per il concomitante esercizio di una o più attività di governo. Il corso della prescrizione, comunque, rimarrà sospeso per l'intera durata del rinvio.
All'annunico di Vito ci sono state proteste di tutta l'opposizone. Pd, Idv e Udc hanno quindi chiesto che il presidente del consiglio, «diretto interessato al provvedimento», sia presente nell'aula di Palazzo Madama durante le votazioni ed è stata chiesta la diretta tv. Il voto di fiducia è previsto mercoledì pomeriggio alle 17.
Tensione anche con Schifani. «Basta. Vi siete sfogati? Adesso basta»: è stato il richiamo del presidente del Senato Renato Schifani ai banchi dell'opposizione da dove si levano urla e strepiti all'indirizzo del governo dopo l'annuncio della questione di fiducia.
«Avanti così a picconare i meccanismi di legalità. C'è un'arroganza senza limiti e la destra non capisce il moto di indignazione dell'opinione pubblica sulla legalità. Non è accettabile che solo alcuni siano al riparo dalla legge», ha commentato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani.
L'ostruzionismo promesso dal Pd oggi è partito puntuale, con l'inizio della seduta. Il senatore Francesco Sanna ha preso la parola per chiedere una verifica del numero legale, subito accordata dal presidente Renato Schifani. Subito dopo la seduta è stata momentaneamente sospesa per mancanza del numero legale. Poi i senatori hanno respinto a maggioranza le cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni.
Il presidente del Senato aveva in precedenza assicurato che si sarebbe fatto garante con l'opposizione perché abbia tempi adeguati per discutere il ddl sul legittimo impedimento, anche se ha invitato l'opposizione a «selezionare e concentrare» le proprie proposte riducendo il numero degli emendamenti presentati.
Sono circa 1.700 gli emendamenti complessivi al ddl. Il Pd ne ha presentati 1.585; l'Italia dei Valori 99, mentre 7 sono gli emendamenti dell'Udc. Il gruppo centrista ha annunciato ieri che in assenza di modifiche al testo del provvedimento approvato alla Camera si asterrà al momento del voto finale in Senato.
Sarà «un'opposizione intransigente» quella che il Pd metterà in campo al Senato, ha detto la presidente del gruppo Anna Finocchiaro. «Il paese sta marcendo e noi siamo qui a discutere di legittimo impedimento e cioè sempre dei problemi del presidente del Consiglio», ha commentato ancora Finocchiaro. Con questo ddl, ha aggiunto Finocchiaro, «si viola il principio di uguaglianza. Si certifica che chi è più forte, potente e ha più mezzi prevale su chi è meno potente. Questo è intollerabile in un momento di crisi complessiva del Paese». Alla ripresa dei lavori dell' Aula Anna Finocchiaro ha chiesto che i tempi non siano contingentati lamentando il fatto che «rispetto ad altri provvedimenti i tempi sono più ristretti».
«Governo e maggioranza sono rei confessi: il legittimo impedimento è incostituzionale», ha spiegato il senatore Felice Casson, vicepresidente del gruppo Pd che nel suo intervento nell'aula di Palazzo Madama ricorda che «nell'articolo 2 è contenuta, infatti, una confessione reale, sostanziale di conoscenza di illegittimità costituzionale da parte del governo e di chi lo propone perché si riconosce che ci sarebbe bisogno di una legge costituzionale per modificare questa normativa di diritto penale, per introdurre questa prerogativa. E tuttavia - ha osservato Casson - si dice che sino a quando non entrerà in vigore una legge costituzionale verrà utilizzata questa legge, cosiddetta legge ponte, che è ordinaria».
«Il legittimo impedimento è un'altra legge incostituzionale e anche su questo o la Corte costituzionale o il capo dello Stato e alla fine l'Italia dei valori con i suoi referendum farà giustizia», ha detto il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro.
«Noi dell'Idv proviamo rabbia e un forte disagio a discutere in Aula di un provvedimento che il governo e Berlusconi sanno benissimo essere incostituzionale. In Aula faremo un'opposizione dura, ostruzionistica e chiara, perché il Paese deve sapere che questa è un'altra legge-porcata», ha agggiunto il presidente dei senatori Idv, Felice Belisario.