NAPOLI (6 aprile) - Per prima cosa si è concentrato sull’incontro, tra domani e dopodomani, con i ministri Fazio e Tremonti per discutere del deficit sanitario. Subito dopo, la priorità per Stefano Caldoro diventerà la composizione della squadra di palazzo Santa Lucia.
Con un punto fermo da cui non intende discostarsi: puntare sugli esterni. Eccezioni ci potranno essere ma solo se i consiglieri, per entrare in giunta, rassegnino le dimissioni dall’assemblea del Centro direzionale. Rimane poi da sciogliere il rebus delle donne. Almeno tre-quattro in giunta, come prevede l’articolo 46 del nuovo statuto («pieno rispetto del principio di un’equilibrata presenza di donne e uomini») entrato in vigore con questa consiliatura. E ad oggi l’unico nome di rilievo è quello dell’europarlamentare Erminia Mazzoni che dovrebbe però lasciare Bruxelles.
Un puzzle da comporre da venerdì quando potrebbe esserci anche la proclamazione degli eletti. Nomi di alto profilo sicuramente. A cominciare dal titolare della delega alla sanità. In questa casella si pensa a un tecnico puro con cui il governatore s’interfaccerebbe direttamente. Rimangono altre 11 caselle da bilanciare tra i partiti. Una composizione che vede la quota ex Fi con 5 posti, ex An con tre, 2 ai centristi e uno in quota a Mpa-socialisti.
Ma lo spazio maggiore sarà per tecnici e docenti, come l’ex provevditore regionale Alberto Bottino, il preside di Ingegneria della Federico II Edoardo Cosenza o il rettore Raimondo Pasquino che vanta un rapporto consolidato con Ciriaco De Mita. Anche se l’ex premier terrebbe di più a un ruolo di vicegovernatore (magari con delega agli Enti locali) per il nipote Giuseppe, attuale vice alla Provincia di Avellino.
In quota ex An Giovanni Romano, ex sindaco di Mercato San Severino, potrebbe, grazie alla conoscenza della materia, strappare la delega all’Ambiente. Restano comunque in corsa i recordmen di preferenze Russo, Martusciello, Romano e Diodato. Per quest’ultimo si pensa al ruolo di capogruppo mentre agli altri, nelle prossime ore, direttamente il governatore chiarirà che dovranno lasciare il consiglio per entrare in giunta. Infine la quota femminile.
Il governatore accarezza l’idea di offrire un posto in squadra all’europarlamentare Erminia Mazzoni. Ma per convincerla a lasciare il seggio a Bruxelles e l’incarico di presidente di commissione (l’unica donna italiana in questo ruolo) deve pensare a una delega di peso. In questo modo alla politica sannita subentrerebbe Giuseppe Gargani, primo dei non eletti. Anche un modo per farlo rientrare nel Pdl dopo l’uscita polemica alla vigilia delle Regionali.