Benevento, la sede della società rifiuti va nel bene confiscato

BENEVENTO - Se non proprio l’ex Laser, la sede definitiva dell’Asia potrebbe essere ubicata in altri immobili nelle vicinanze, quelli confiscati alla criminalità organizzata. Confisca avvenuta in danno di Giuseppe Ciotta di Campoli Monte Taburno, a seguito di un decreto emesso cinque anni fa, nell’ambito di un procedimento del Tribunale di Benevento per l’applicazione delle misure di prevenzione, parzialmente modificato dalla Corte di Appello di Napoli, divenuto definitivo nel maggio 2015 con sentenza della Corte di Cassazione. «Potremmo adibire quegli immobili a strutture per il volontariato o riunificare tutti gli uffici, officine e spazi vari necessari all’Azienda partecipata del Comune, il che consentirebbe all’Asia di risparmiare i fitti attualmente corrisposti, all’incirca 90 mila euro», rileva il sindaco di Benevento Clemente Mastella.
In origine, la concessione edilizia fu rilasciata poco meno di quaranta anni fa, per la costruzione di un impianto industriale per la produzione di manufatti in calcestruzzo. Seguirono una richiesta di variante ed una denuncia di inizio attività. In buona sostanza, i ben da acquisire consistono in un palazzina composta da un piano rialzato, di circa 400 metri quadri, adibita ad ufficio al piano terra ed un parte ad abitazione al primo piano. L’immobile risulta in ottimo stato di conservazione sia esterno che interno, munito di tutti gli impianti. Altri manufatti sono costituiti da un capannone di 934 metri quadri in buono stato di conservazione, un secondo capannone di 690 metri quadri interessato da infiltrazioni d’acqua ma in complessivo buono stato. Inoltre, quattro box. Ci sono, poi, un altro edificio non completato, privo di pavimenti ed infissi interni, altri due edifici prefabbricati in discreto stato di conservazione ed una pesa di automezzi.
Domenica 10 Settembre 2017, 22:33 - Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 22:07
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