Napoletana morta in clinica: dieci indagati tra infermieri e medici

di Ciriaco M. Viggiano

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Come è morta Concetta Brandi? Per soffocamento provocato dai muchi accumulati nel sondino naso-gastrico, come denunciato dai familiari, oppure per altre cause, magari riconducibili alle patologie di cui era affetta? A chiarirlo sarà l’autopsia sul corpo senza vita della 58enne napoletana deceduta il 12 luglio scorso nella clinica Maugeri: una vicenda per la quale la Procura di Benevento ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone tra medici e infermieri della struttura sanitaria di Telese Terme.

I fatti risalgono al 26 aprile quando, all’ospedale Cardarelli, Brandi viene sottoposta a un intervento chirurgico per l’asportazione di un meningioma che le ha fatto perdere l’uso dell’occhio destro e le provoca difficoltà nel camminare. Dopo l’operazione, però, viene colpita da ischemia che le causa un’emiplegia e spinge i medici a praticarle una tracheotomia per consentirle di respirare più agevolmente.

La 58enne resta in terapia intensiva per 40 giorni fino a quando, il 5 giugno, i medici la dimettono indirizzandola verso il centro di riabilitazione della clinica Maugeri. Nella struttura di Telese la febbre, che già ha afflitto Brandi durante il ricovero al Cardarelli, non passa. «È febbre centrale», spiegano gli esperti ai familiari che insistono affinché Concetta venga sottoposta ad altri esami. I controlli rivelano che l’ischemia è ancora presente; a complicare il quadro ci pensa poi la polmonite diagnosticata il 19 giugno.

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Venerdì 18 Agosto 2017, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 17 Agosto, 22:38
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