Ricostruite le ultime ore dell'omicida-suicida
Luigi era depresso perché non voleva separarsi

I testi: «Era depresso, ma mi aveva promesso che non avrebbe fatto sciocchezze»
di Enrico Marra
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BENEVENTO - Un omicidio-suicidio che ha lasciato sbigottiti. Per cercare di ricostruire le possibili motivazioni di un evento tanto tragico, per una intera mattinata in Questura sono stati ascoltati alcuni testimoni. Si tratta di amici e parenti di quella coppia che, interrotto il rapporto coniugale, . non riusciva però a farsene una ragione e ritrovare equilibrio e tranquillità.


Si cerca di appurare in particolare cosa ha sconvolto Luigi Chiumiento 46 anni appuntato dei carabinieri in servizio a San Leucio del Sannio, che ha ucciso con due colpi di pistola la moglie Raffaella Ranauro 41 anni. I testi ascoltati ieri, come quelli del resto interrogati nell’immediatezza del l’omicidio-suicidio, hanno confermato come l’uomo era depresso. L’interruzione del rapporto coniugale che si trascinava da qualche mese, veniva vissuto da Luigi Chiumiento in modo drammatico. Ne aveva parlato con diversi amici. Aveva continuato a svolgere il suo lavoro a cui aveva aggiunto i corsi per divenire diacono.

«Era depresso, ma mi aveva promesso che non avrebbe fatto sciocchezze» ha detto uno dei testi ascoltati ieri mattina. Ma una telefonata con la moglie venerdì mattina deve averlo sconvolto, al punto da far venir meno qualsiasi proponimento. In una situazione di esasperazione è dunque giunto quest’alterco telefonico.

Raffaella Ranauro ha telefonato al marito, ma non vi sono stati i tradizionali auguri, tenuto conto che era la festività di San Luigi. La donna, a quanto pare, avrebbe contestato all’uomo alcuni comportamenti. Affermazioni che hanno provocato l’ira del carabiniere che probabilmente voleva subito chiarire quanto gli era stato contestato. Ma il chiarimento non è avvenuto via telefono, anzi l’uomo si è messo alla ricerca della donna per cercare di intercettarla. Cosa che poco dopo è avvenuto.

La Citroen C3 è stata infatti individuata a via Santa Colomba in direzione Casale Maccabei. A questo punto l’uomo con la sua Peugeot ha iniziato a rincorrerla. La donna accortasi della presenza del coniuge ha accelerato cercando di fuggire, ha anche bloccato gli sportelli dell’auto per evitare, probabilmente, che il marito una volta bloccata la Citroen potesse passare a vie di fatto. L’inseguimento è durato alcuni minuti e poi si è concluso con lo speronamento della Citroen da parte della Peugeot. L’auto della donna è finita contro un marciapiede. Pochi secondi e l’uomo con un balzo è sceso dall’auto ed ha fatto fuoco contro la moglie. Poi ha deciso di farla finita. E i soccorritori di sono trovati due corpi senza vita a distanza di tre metri l’uno dall’altro
domenica 23 giugno 2013 - 10:28
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