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di Francesco Grillo

Città della Scienza: c'è ancora una ragione per non arrendersi?


Napoli è, con ogni probabilità, la prima città (anzi Capitale, Capitale gloriosa, per secoli una delle tre città più popolose e importanti d'Europa) del mondo sviluppato ad essere precipitata in quello che lo è di meno. Ogni tanto c'è qualche timido accenno di riscossa (anche recentemente con De Magistris) e poi ripiomba nella disperazione. Come ieri notte quando "qualcuno" ha distrutto la "città della scienza" nel cuore di Napoli: a Bagnoli in quello che ne era il centro industriale ed uno dei quartieri più belli. Passa per l'innovazione la rinascita di Napoli e "qualcuno" ha pensato di far capire che anche questa strada è sbarrata. Napoli perde decine di migliaia di giovani che emigrano al Nord ogni anno, e con il rogo di ieri sera sembra perdere anche l'ultima speranza. Purtroppo dall'incendio viene fuori il messaggio che Napoli non si può ancora consentire il lusso di essere normale: dovranno essere spesi tanti soldi - tre miliardi di euro circa - in ricerca nei prossimi sette anni a Napoli per volontà della Commissione Europea: ma con il disastro di ieri sera si assottigliano le speranze di prendere anche quest'ultimo treno. Chi scrive sta volando a Siviglia per discutere con la Commissione Europea di come organizzare le strategie regionali per l'innovazione, ma forse viene a questo punto prima l'esercito, la militarizzazione di un territorio nel quale sembra essere morta anche la speranza.                                                              http://www.youtube.com/watch?v=NZwa4J5pI5g 

Pubblicato il 05 Marzo 2013 alle 10:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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COMMENTI PRESENTI (3) Scrivi un commento
Sono perfettamente d' accordo con Francesco Grillo. Che senso ha ricostruire se prima non si fa la bonifica? Vi ricordate la canzone " la casetta in Canadà " ? Ricostruiamo ed aspettiamo che torni Pinco Pallo ? Ma chiunque abbia sette
neuroni da connettere a giorni alterni comprende che la camorra non si estirpa con le attuali disposizioni di legge; non dobbiamo garantire un bel niente a questo esercito che è nostro nemico e nemico dei nostri figli. E' vero che c'è la collusione con la politica; ma togliamo di mezzo chi si può consentire di corrompere i politici col denaro o con l' intimidazione. Della politica non possiamo farne a meno, ma della camorra, come naturalmente delle altre organizzazioni simili, certamente si

Commento inviato il 07-03-2013 alle 15:20 da Fra51

Mi permetta di rilevare che la Sua analisi non va al di la dei luoghi comuni. Incominciamo con il dire chi è il "qualcuno" a cui Lei imputa il fatto. Chiamiamola camorra (m minuscola) e vediamo quali sono i suoi interessi. Partecipare alla ricostruzione dell'opera o alla riqualificazione dell'area?Ma Lei ha visto partecipare ai grandi appalti pubblici la "Edil Casalesi" o la "Scissionisti Costruzioni" oppure le solite grandi aziende o i Consorzi creati ad hoc con i soliti "volti per bene" che servono da paravento? Qual'è la camorra? E se il territorio non ha controllo perché la polizia ha solo una volante per quartiere visto che non arrivano i fondi, mentre il capo della polizia guadagna tre volte di più del Presidente degli USA è colpa della Camorra? E se le amministrazioni locali o gli enti territoriali espressi dalla politica sono terreno fertile per la criminalità organizzata è colpa della camorra? E se per pagare stipendi incredibili a dirigenti inutili e consulenze d'oro agli amici degli amici non ci sono i soldi per il gasolio degli autobus è colpa della camorra? E se Pompei ed Ercolano cadono a pezzi mentre il Ministero finanzia film che nessuno vedrà mai o mostre di sterco passato per arte è colpa della camorra? E se la formazione lavoro costa mezzo milione a posto è colpa della camorra? Abbia il coraggio di spiegare alla Commissione che da noi la peggiore camorra siede dietro le scrivanie dei grandi uffici o sui divani dei salotti buoni, perciò siamo ridotti così.

Commento inviato il 06-03-2013 alle 17:44 da esposito.juris@libero.it

Sono un cittadino campano che vive nel dimenticato Cilento.Voglio esprimere la mia solidarietà a tutti i napoletani meritevoli, MI immedesimo in quelle brave persone.( A molti sono legato da una amicizia personale) Qualcuno di loro mi ha manifestato l'imbarazzo di dover assistere quotidianamente ad atti di inciviltà.
Noi cittadini della periferia campana, siamo orgoliosi di avere come capoluogho una città come Napoli. Ma questo non ci può bastare, dobiamo e rivendichiamo più attenzione. Chi di dovere non può fossolizzarsi sugli eterni bisogni di Napoli. Si ha la sensazione che ad ogni atto positivo se ne contrapponga uno negativo. creando una situazione di stallo che brucia risorse a discapito del resto della regione.
Lasciando da parte il campanilismo. (causa di arretratezza economica e culturale) E facendo un discorso di opportunità di crescita, non si lascerebbero delle realtà inespresse come quelle cilentane a consumersi nel tempo, INvestendo in infrastrittue in quei territori vi sarebbe un torna conto economico a vantaggio di tutta la regione. Ma questo discorso funziona in altre latitune non da queste parti.

Commento inviato il 06-03-2013 alle 10:01 da salvo47

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