Marco Ciriello

L'uomo che vendeva entusiasmo

di Marco Ciriello
Ogni volta che incontro Raffaele Nigro è come se visitassi il Partenone, ne esco fortificato. È una specie di vettore cosmico che nelle pagine regola e modella il Sud Italia. Sono cresciuto leggendo i suoi libri e studiando il suo consacrarsi al racconto della storia perduta, farsi transizione sull’Adriatico fino ad estendere sguardo e scrittura al Mediterraneo. Una meticolosa sapienza umanistica senza presunzione, con un avvolgente tono di quiete: persino quando racconta cose terribili. Nigro sfodera – senza i singhiozzi degli scrittori da classifica – teorie e connessioni, romanzi orali e rigorose disposizioni temporali con tocchi da fanciullo erudito. Con calma elenca errori e mancanze, e sempre con calma propone soluzioni venandole del dubbio meridiano che da Atene salta fino a Napoli. Sta a cavallo tra i tempi, e sornione guarda perdersi i nuovi narratori del Sud, quelli che lo hollywoodizzano, ridendo della loro prepotenza senza radici, delle loro storie – con pistole – prive di verità. 
Sabato 15 Aprile 2017, 09:56
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