Marco Ciriello

Le bruschette di Calvino

di Marco Ciriello
La tomba di Italo Calvino che aveva un bianco Melville, nel senso del colore della famosa balena raccontata dallo scrittore, che poi è lo stesso bianco del colore dei capelli di Dino Risi e Gianni Agnelli, il riflesso che genera adesione e spesso genuflessione, si sta sporcando. Quel bianco, così letterario, ormai tende al grigioverde, ed ho pensato come tutti che fosse per l’abbraccio di piante che corona la tomba, costruendo un discorso sul tempo che consuma anche il colore. Invece, poi, leggendo l’Espresso ho scoperto che è tutta colpa di Sandro Veronesi. Lo scrittore di “Caos Calmo” racconta a Caterina Bonvicini che, ogni volta, appena finisce un libro, prende la prima pagina del manoscritto e la strofina sulla tomba di Italo Calvino a Castiglione della Pescaia. «Faccio una bruschetta. Intorno alla lapide ci sono piante di rosmarino, non mancano gli odori». A parte il rosmarino sulla bruschetta, e  il rito di cui riderebbero anche gli scrittori haitiani, ce lo vedete Richard Ford fare una cosa simile con Raymond Carver?  
Sabato 10 Giugno 2017, 09:19
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