Maria Pirro

Il paradosso del vaccino gratuito
anche contro il fuoco di Sant'Antonio

di Maria Pirro
Siamo al paradosso. Calano le vaccinazioni, ma aumenta l'offerta gratuita: anti meningite, per esempio, o anti papilloma virus, al centro delle polemiche dopo l'inchiesta di Report e previsto in aggiunta per gli adolescenti maschi. Poi ci sono malattie, di cui si parla poco o nulla, che colpiscono soprattutto gli anziani e sono causate da virus, come quello della varicella-zoster con profilassi appena introdotta dal ministero della salute in favore degli anziani.

Il Rapporto Osservasalute 2016, pubblicato dall'Università Cattolica, però, fa notare che «il dato desta qualche preoccupazione» soprattutto per le coperture nella terza età. L'intervento contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B scende infatti al 93,4 per cento, valore al di sotto dell'obiettivo minimo stabilito dal Piano nazionale fissato al 95 per cento. Ancora peggiore il trend tra gli ultra 65enni: tra il biennio 2003-2004 e il 2015-2016 si è registrata una diminuzione, dal 63,4 al 49,9 per cento. Un segnale di diffidenza che potrebbe affossare anche  il nuovo calendario?

Nota come «fuoco di Sant'Antonio», la malattia infettiva detta herpes zoster è spesso dovuta a condizioni di stress psicofisico e immunodeficienza (acquisita a seguito di neoplasie, connettiviti e Hiv oppure provocata dall'uso di farmaci specifici) che portano a una riattivazione dei patogeni rimasti nei gangli nervosi dopo l'infezione acuta. «Si può avere una maggiore incidenza, quando si hanno bruschi cambi di temperatura (l'esposizione a freddo o scottature tipiche di marzo e aprile) che rendono più suscettibili anche le persone sane», dice l'infettivologa Adelaide Maddaloni, medico specialista all'Azienda dei Colli di Napoli, che aggiunge: «I sintomi possono essere così aspecifici da rendere misconosciuta la diagnosi in fase iniziale, fino alla comparsa di eruzioni cutanee precedute da prurito, torpore, pizzicore, e da formicolio localizzato alle estremità, al torace, ai glutei, al volto, in genere da un solo lato del corpo. Il dolore urente (da qui il nome, fuoco di Sant'Antonio) dura 2-3 settimane, ma può persistere addirittura per mesi, come la nevralgia post-erpetica».

E la cura? «C'è una terapia specifica - spiega l'esperta - con antivirali (acyclovir e valaciclovir) che riduce il periodo di malattia, ma non esistono farmaci efficaci per rafforzare il sistema immunitario. In particolare, è importante prestare attenzione all'igiene, provvedendo a un lavaggio accurato della cute, da contatto e non da strofinamento, onde evitare sovrainfezioni batteriche. Altri benefici si hanno con farmaci sintomatici che servono ad alleviare il prurito e il dolore. Inoltre, può risultare utile l'integrazione di vitamina B12 ad alte dosi, mentre il vaccino ha una funzione preventiva contro questa fastidiosa patologia che, in alcuni casi, può portare a recidive o dare esito a problemi invalidanti e di non semplice trattamento».

 
Giovedì 20 Aprile 2017, 09:50
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