Daniela De Crescenzo

Vedi Napoli e poi...Bali
Le risaie di Jatiluwih

di Daniela De Crescenzo
VediNapoli, ma il mondo è grande. I miei amici (spero) e i miei lettori (magari…) si saranno accorti che non aggiorno i miei itinerari da più di una settimana. E un motivo c’è: come fai a raccontare Napoli se sei in Indonesia? Allora, visto che sempre di scoperte si tratta, ho pensato di offrire qualcosa dei posti che sto cercando di conoscere. Dunque, Bali.
 


Impossibile riassumere tutto in un post. Quindi puntiamo su poche immagini. La prima: il verde iridescente delle risaie a terrazza di Jatiluwih, patrimonio dell’Unesco e situate sulle pendici del monte  Batukaru. Ci si arriva con una strada che taglia la giungla e già qui è tutto da vedere. Poi si pagano 15 mila rupie (più o meno un euro) e ci si avvia verso i percorsi trekking. Ce ne sono tre: Il più breve è lungo un chilometro e mezzo, quello più lungo ne conta sette e quello intermedio due. Io ho scelto la via di mezzo e ho camminato sul bordo dei canali di irrigazione lungo un percorso tra i campi che degradano, attraversando campi e ponti sospesi su corsi d’acqua. Campi dove si lavora duro, eternamente immersi con le gambe nell’acqua. All’opera molte donne accompagnate dai figli: i bambini scambiano spesso le pozze per piscine e vi sguazzando con grande divertimento. Gli adulti piegati al lavoro si divertono ovviamente molto meno. Un consiglio per chi decidesse di arrivarci: copritevi la testa perché il sole è impietoso. Io ho comprato un cappello di quelli usati dalle mondine locali, praticamente una pagoda, e ne sono stata molto soddisfatta.
 
VediNapoli, ma il mondo è grande. I miei amici (spero) e i miei lettori (magari…) si saranno accorti che non aggiorno i miei itinerari da più di una settimana. E un motivo c’è: come fai a raccontare Napoli se sei in Indonesia?
Ed allora, visto che sempre di scoperte si tratta, ho pensato di offrire qualcosa dei posti che sto cercando di conoscere. Dunque, Bali.

Impossibile riassumere tutto in un post. Quindi puntiamo su poche immagini. La prima: il verde iridescente delle risaie a terrazza di Jatiluwih, patrimonio dell’Unesco e situate sulle pendici del monte  Batukaru. Ci si arriva con una strada che taglia la giungla e già qui è tutto da vedere. Poi si pagano 15 mila rupie (più o meno un euro) e ci si avvia verso i percorsi trekking. Ce ne sono tre: il più breve è lungo un chilometro e mezzo, quello più lungo ne conta sette e quello intermedio due. Io ho scelto la via di mezzo e ho camminato sul bordo dei canali di irrigazione lungo un percorso tra i campi che degradano, attraversando campi e ponti sospesi su corsi d’acqua. Campi dove si lavora duro, eternamente immersi con le gambe nell’acqua. All’opera molte donne accompagnate dai figli: i bambini scambiano spesso le pozze per piscine e vi sguazzando con grande divertimento. Gli adulti piegati al lavoro si divertono ovviamente molto meno. Un consiglio per chi decidesse di arrivarci: copritevi la testa perché il sole è impietoso. Io ho comprato un cappello di quelli usati dalle mondine locali, praticamente una pagoda, e ne sono stata molto soddisfatta.
 
Mercoledì 20 Settembre 2017, 15:39
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