Locri, 25mila al corteo antimafia
«Bisogna operare ogni giorno»

ARTICOLI CORRELATI
di Serafina Morelli

  • 10
LOCRI - In 25mila sono arrivati a Locri, nel reggino, per la XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico. Il corteo è partito dal lungomare con circa mezz’ora di ritardo proprio per il grande afflusso di persone, provenienti da tutta la Calabria e non solo. Tanti gli studenti presenti: sventolano bandiere di Libera, slogan e mani di cartone dove su ognuna è inciso in nome di una delle 950 persone vittime delle mafie. In testa al corteo il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, destinatario nella notte tra domenica e lunedì di alcune scritte ingiuriose comparse sui muri della città di Locri.
 


«Siamo qui a riflettere per costruire delle politiche, degli interventi  che diano dignità e giustizia alle persone. Per fare questo - ha detto don Ciotti - c'è bisogno di cultura, istruzione, educazione. Oggi a Locri siamo tutti sbirri, ricorderemo tanti nomi di agenti che hanno perso la vita per la libertà e la democrazia del nostro Paese, agenti che nessuno può insultare ed etichettare». Una grande bandiera con i colori della pace viene portata da ragazzi migranti minorenni arrivati in Calabria nei mesi scorsi a bordo dei barconi; molti studenti invece hanno affisso sugli striscioni l’immagine di Lea Garofalo, la testimone di giustizia barbaramente uccisa in Lombardia nel 2009.

“Orgogliosa di avere sposato uno sbirro”: è la scritta che la vedova del brigadiere Antonino Marino, ucciso a Bovalino il 9 luglio del 1990, ha messo sulla propria camicia bianca con la quale sta marciando a Locri nel corteo di Libera. «Quando ho visto le scritte di ieri - ha detto - mi sono arrabbiata, mi si è rivoltato lo stomaco. Da qui l'impulso di fare questa maglietta. Sono moglie e mamma di un carabiniere e oggi mi sento la mamma di tutti i carabinieri d'Italia. Gli sbirri sono persone perbene. Rispetto!». I familiari delle vittime reggono due striscioni con lo slogan della XXII giornata della memoria: “Luoghi di speranza, testimoni di bellezza”.

«Il lavoro in questo territorio è una cosa seria. C'è assolutamente la necessità, anche come contrasto alle organizzazioni criminali, di creare opportunità di lavoro e occupazione giovanile». Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Locri, Luigi D'Alessio, che sta partecipando alla manifestazione antimafia organizzata da Libera in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. «Bisogna operare - ha aggiunto - giorno dopo giorno. L'augurio è che oggi, con l'ingresso della Primavera, per questo territorio e questa regione sia l'inizio di una nuova Primavera».

Libera ha scelto Locri come piazza principale per «stare vicino a chi - in Calabria, come in altre regioni - non si rassegna alla violenza mafiosa, alla corruzione e agli abusi di potere. Per valorizzare l'opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate in quella terra difficile ma generosa per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone. Per denunciare la violenza della 'ndrangheta, la più potente delle mafie, e le forme di silenzio e complicità che la favoriscono».

La presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, ha affermato con orgoglio: «Dopo tanti anni di mobilitazione dei cittadini contro la criminalità organizzata, dal Parlamento italiano è finalmente arrivato - con il voto unanime espresso dalla Camera 20 giorni fa - il riconoscimento ufficiale che questa partecipazione meritava». Ieri le scritte contro il prete simbolo della lotta alla mafia («Don Ciotti sbirro») sui muri del Vescovado che lo ospita in questi giorni. Domenica la visita del presidente Sergio Mattarella. Oggi continuano gli attestati di solidarietà.
Le scritte di ieri a Locri «se volevano ottenere un effetto hanno ottenuto quello contrario, cioè di una piena solidarietà da parte di tutta Italia a Libera, a don Ciotti e a questo movimento che è un movimento per la legalità e per l'affermazione della cultura della legalità che non è solo rispetto delle leggi ma la possibilità di andare avanti con principi di solidarietà, e per dare un futuro migliore sopratutto ai nostri giovani». Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, oggi a Locri.

Boldrini ha aggiunto: «Voglio esprimere la mia affettuosa solidarietà a don Luigi Ciotti: le ignobili minacce che ha ricevuto, poche ore dopo l'importante visita a Locri del Presidente della Repubblica, dicono che non c'è nessun rischio di ritualità nelle migliaia di iniziative che oggi, grazie a Libera e tante altre associazioni, si svolgono in tutto il Paese». «Le frasi di ieri a Locri significano che la mafia non è solo l'organizzazione costruita, ma anche una cultura ancora presente, purtroppo, tra tanti cittadini comuni», ha stigmatizzato anche Roberto Speranza al corteo. 
 
Martedì 21 Marzo 2017, 10:29 - Ultimo aggiornamento: 22-03-2017 00:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP