Farmaci rubati per dopare ciclisti: chiesto giudizio per Riccò e per il corriere campano

di Mary Liguori

Il corriere casertano di farmaci dopanti e l'ex ciclista modenese Riccardo Riccò: rischiano di finire a processo entrambi, insieme ad altre sei persone, dinanzi al tribunale di Modena.
Il sostituto procuratore Enrico Stefani ha chiuso le indagini e chiesto il rinvio a giudizio per una serie di episodi che avrebbero viziato le gare ciclistiche emiliane a cavallo tra il 2014 e il 2015.
Atleti amatori pronti a iniettarsi di tutto pur di "Vincere facile", di qui il nome dell'operazione con al centro il ciclista modenese squalificato nel 2012 fino al 2024.
Le nuove accuse per Riccò sono quelle di avere ceduto Cera, Epo e Contramal ad un altro ciclista. L'episodio in questione sarebbe avvenuto nel giugno del 2014.
A monte di tutto ciò, vicende che coinvolgono direttamente il 32enne di Orta di Atella che è considerato un corriere della presunta cricca emiliana, incaricato di trasportare i farmaci rubati dal Casertano all'Emilia Romagna. 
Gli altri indagati, sei romagnoli, sono tutti collegati a vario titolo al mondo del ciclismo.
L'udienza preliminare si terrà il 31 maggio davanti al gup Andrea Romito. L'avvocato Fiorenzo Alessi che difende Riccò, attualmente residente a Tenerife, ha chiarito che l'ex ciclista "Si è subito dichiarato estraneo alla vicenda. Non è
mai stato chiesto l'interrogatorio».
 
Sabato 20 Maggio 2017, 15:02 - Ultimo aggiornamento: 21-05-2017 11:26
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