Campania, rifiuti tossici rilevati
dai sensori: la procura ha una mappa

Il procuratore Lembo: «Dai risultati dei sensori piazzati in dieci dei 400 siti che ospitano cave dismesse, è stata rilevata la presenza di anomalie magnetiche»
di Claudio Coluzzi
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CASERTA - Veleni sepolti nel sottosuolo di Terra di Lavoro, la Procura ora ha una prima mappa. In due anni il Protocollo per la salvaguardia ambientale della provincia di Caserta, voluto dal Procuratore di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo, e sottoscritto dai ministeri dell’Ambiente, dell’Interno e della Giustizia, ha permesso di elaborare una prima mappatura delle criticità ambientali del Casertano. Tra i tantissimi dati ce n’è uno particolarmente allarmante.

Analizzando con i sensori 10 dei 400 siti che ospitano cave dismesse è stata rilevata la presenza di grosse masse metalliche nel sottosuolo. La drammatica conferma di quanto detto nel corso degli anni da vari pentiti di camorra, denunciato, ma mai riscontrato nei fatti. Si presume possa trattarsi di fusti interrati che contengono materie nocive.

Non ci sarebbe stata altrimenti ragione di nascondere sotto centinaia di metri cubi di terreno quei contenitori ferrosi. Ora il problema è disseppellirli e analizzarli per bonificare le aree. Mentre naturalmente la magistratura svolgerà indagini sulle responsabilità.

Il procuratore Lembo ha sottolineato come la «il sistema di telerilevamento aereo sensorio, integrato con l’attività del Corpo Forestale dello Stato e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, applicato su un campione di circa 10 cave dismesse, ha fatto emergere su alcune di queste “anomalie magnetiche” che fanno ragionevolmente presupporre l’interramento di rifiuti o materiale ferroso. La prosecuzione di tale indagine consentirà una completa mappatura della situazione geologica delle oltre 400 cave dismesse».
sabato 6 aprile 2013 - 00:10
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