“Non sparate sul pianista”
in libreria l'epica storia del West

di Ciro Manzolillo

Una certezza storico-documentale: il western è il solo genere che abbracci senza soluzione di continuità l'intera storia del cinema. In “Assalto al treno” del 1903 firmato da E. S. Porter la nascita del cinema narrativo e quella del western coincidono in una sorta di manifesto concettale. L’epopea del western si sviluppa attraverso due principali fasi: l'una elementare, primitiva, mitica che copre il periodo fino agli anni trenta; l'altra stilisticamente più consapevole e attenta alle ragioni della storia e della psicologia. La riflessione post-Vietnam e l'influenza degli spaghetti-western italiani spingeranno gli autori a mostrare la reale violenza del West in film dall'atmosfera cruda e spietata.

Sul western sono stati scritti numerosi saggi e biografie sui suoi principali autori e protagonisti, in ultimo è da segnalare la pubblicazione “Non sparate sul pianista” di Gaetano Liguori, edito da Skira. Il musicista, nel suo volume ripercorre cronologicamente l'epica storia del selvaggio West attraverso i suoi occhi prima di bambino (anni cinquanta), poi di ragazzo (anni sessanta) e, infine, di uomo (decenni successivi). Narra la storia di una forte passione, per lui il western non è solo sinonimo di scorribande e sparatorie ma un settore della settima arte con una sua specifica cifra etica che, esaltando il valore della giustizia, del coraggio, dell'amicizia, ha influenzato tante generazioni di spettatori che «idealmente hanno cavalcato con John Wayne, difeso i poveri coi magnifici sette, lottato per salvare un amico come ne Il mucchio selvaggio». 
Martedì 24 Gennaio 2017, 20:03 - Ultimo aggiornamento: 24-01-2017 20:03
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