Premio Strega, Marasco vola nella cinquina

di Maria Tiziana Lemme

Dopo aver conquistato lo Strega Giovani martedì scorso, ieri sera in casa Bellonci Paolo Cognetti si è piazzato in testa alla cinquina dei finalisti al Premio maggiore. E con lui vola al terzo posto Wanda Marasco, a due soli voti di distanza dalla favorita della vigilia, Teresa Ciabatti.

Con Le otto montagne (Einaudi), Cognetti ha avuto 281 preferenze; Ciabatti con La più amata (Mondadori) ha avuto 177 preferenze, solo due voti in più della napoletana Marasco che con La compagnia delle anime finte (Neri Pozza) ha ottenuto 175 voti. In cinquina sono entrati anche Alberto Rollo con Un'educazione milanese (Manni), 160 voti, e Matteo Nucci con È giusto obbedire alla notte (Ponte alla Grazie), 158 voti.

Grande l'emozione tra i finalisti. Finalmente Wanda Marasco arriva per la tradizionale foto della cinquina appna nominata. Dice: «Fatemi andare... È una grande gioia per me. Fino all'ultimo non volevo coltivare la speranza. Sono una napoletana strana,con origini calabresi e della costiera amalfitana. Ma Napoli è un teatro del mondo, più di ogni altra città. Il libro l'ho dedicato a Elio Pecora», che infatti nella bolgia riesce a avvicinarla. «Vedi? È andato tutto bene». Anche Paola Pitagora brinda all'ingresso in cinquina di Wanda Marasco che, al suo secondo Premio Strega, dice di voler «unificare tutte e due le partecipazioni, la prima con Il genio dell'abbandono e ora con La compagnia delle anime finte. Questa è una festa della letteratura che fa bene a questo mondo così disintegrato». Cognetti non riesce a trattenere la gioia: «C'è qualcosa di travolgente. Non me lo aspettavo» dice. «È commovente ed emozionante ricevere questo affetto. Mi è stato dimostrato in questi sette mesi e anche questa sera. È molto bello fare lo scrittore. Mi sento il tramite di storie che non erano solo mie. Un legame con la montagna che ho trovato le parole per raccontare» aggiunge, ricordando Mario Rigoni Stern «mio maestro e grande guida del libro mentre lo scrivevo». Non dice nulla Teresa Ciabatti, solo «sono felice».

Alberto Rollo, che per anni ha seguito lo Strega come editore, vive la serata con «grande leggerezza. È la prima volta che sto da questa parte con un libro che resterà unico». Prima degli esclusi Chiara Marchelli con Le notti blu (Perrone), con 125 voti. Su 660 aventi diritto hanno votato in 532, quindi oltre l'80 per cento. Lo spoglio, con seggio presieduto da Edoardo Albinati, vincitore dell'anno scorso, per la prima volta ha visto i voti scomposti fra: Amici della domenica, voto cartaceo e on line, voti collettivi, lettori e librerie, lettori dall'estero.

Da questa edizione, ai voti dei tradizionali quattrocento Amici della domenica e dei quaranta lettori forti, si aggiungono venti voti collettivi espressi da scuole, università e quindici circoli di letture delle Biblioteche di Roma, e duecento voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati in venti Istituti Italiani di Cultura all'estero.

Quella di quest'anno è la prima edizione dello Strega senza Tullio De Mauro. Al suo posto, alla presidenza della Fondazione Bellonci, Giovanni Solimine. Il Premio sarà attribuito giovedì 6 luglio, e dopo l'esperienza fallimentare dell'Auditorium dell'anno scorso, tornerà al Ninfeo di Villa Giulia.
 
Giovedì 15 Giugno 2017, 09:03 - Ultimo aggiornamento: 15-06-2017 09:38


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