«Carne y Arena», con la realtà virtuale Iñárritu fa vivere l'esperienza dei migranti messicani

'Carne y Arena', con la realtà virtuale Iñárritu fa vivere l'esperienza dei migranti messicani
di Michela Greco

Zaino in spalla, i piedi nudi nella sabbia, intorno un deserto buio e sterminato che improvvisamente si popola di un gruppo di migranti che, già stremati, cercano di raggiungere gli agognati Stati Uniti. Poi il rumore assordante di un elicottero annuncia l'arrivo dei poliziotti: urla, fasci di luce, fucili puntati, paura. Carne y arena, l'installazione in realtà virtuale concepita dal regista premio Oscar Alejandro González Iñárritu catapulta i suoi fruitori al centro dell'azione di una delle situazioni più drammatiche ed emblematiche dei nostri tempi: il pericoloso viaggio di chi cerca una vita migliore e, spesso, sfugge a guerra e violenze.

Svelata in anteprima al Festival di Cannes qualche settimana fa, l'installazione prodotta dalla Fondazione Prada è sperimentabile da ieri (e fino al 15 gennaio prossimo) a Milano: un'occasione unica per mettersi virtualmente, ma con un coinvolgimento emotivo e sensoriale più che reale nei panni dei migranti e capire il loro punto di vista. Ma anche per toccare con mano il meglio che la Realtà Virtuale possa attualmente offrire. Cineasta messicano acclamato a Hollywood, lo stesso Iñárritu incarna la perfetta sintesi tra l'uomo in fuga e il sogno verso cui tende, tra l'urgenza di restituire un fenomeno reale e la capacità di renderlo narrazione ad alto tasso artistico e spettacolare. Il regista mette chi indossa il visore nella difficile posizione di decidere chi vuole essere: migrante o poliziotto? Spettatore o intruso? Fantasma o attore? Comunque un soggetto impotente, così come ci sentiamo tutti noi di fronte al dolore dei migranti. 

La realtà virtuale, però, non rivela una nuova frontiera della comunicazione e dell'espressione artistica solo grazie allo straordinario Carne y Arena, ma sarà protagonista anche alla prossima Mostra del Cinema di Venezia, che a settembre accoglierà il primo concorso di film in Realtà Virtuale, il Venice Virtual Reality, che metterà in gara 18 opere in VR: un modo per dire che il linguaggio audiovisivo è in continua evoluzione e che questo nuovo strumento, dalle potenzialità ancora tutte da esplorare, merita di essere celebrato tanto quanto il cinema. 
Intanto la tecnologia immersiva dilaga ovunque e contagia un numero crescente di registi. Tra questi Vince Gilligan, creatore della serie tv Breaking Bad, che ha deciso di riportare in vita quel mondo di adrenalina, drammi esistenziali e anfetamine attraverso la VR. È di pochi giorni fa, infatti, l'annuncio di un accordo con la divisione PlayStation della Sony per la realizzazione di un'esperienza virtuale ispirata alla avventure di White e Pinkman. Per il momento si conoscono pochissimi elementi di questa operazione: le uniche certezze sono che non si tratterà di un videogame e che non sarà disponibile prima del prossimo anno.
Giovedì 8 Giugno 2017, 09:09 - Ultimo aggiornamento: 08-06-2017 09:50
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