«Punti di vista»: a Roma un incontro per imparare a vedere attraverso l'arte

di Donatella Trotta

L’accessibilità all’arte e alla lettura? Dipende: dai «Punti di vista». Gioca con le parole la tavola rotonda proprio con questo titolo, in programma a Roma martedì 21 febbraio al Palazzo delle Esposizioni (ore 10-13.30), “finissage” della mostra di libri e opere tattili «Sensi unici» esposta nella sede capitolina di via Milano 13 dal 12 novembre scorso, fino al 26 febbraio. E anche in occasione della Giornata del Braille, il Laboratorio d'arte del Palaexpo ha così deciso di dedicare un opportuno momento di confronto tra editori, medici, tiflologi (ovvero gli operatori specializzati nel campo dell’educazione inclusiva e dell’integrazione sociale di persone non vedenti e/o ipovedenti) per riflettere sui percorsi sensoriali, l’arte e il libro illustrato appunto come strumenti preziosi di mediazione, inclusione e integrazione.

L’incontro rappresenta una nuova tappa del progetto speciale «Punti di vista», avviato nel 2014 con le visite plurisensoriali alla mostra su Frida Kahlo e con le acquisizioni di libri italiani e stranieri per la nuova sezione “accessibilità” dello Scaffale d’arte di Palazzo delle Esposizioni, poi proseguito con la mostra «Sensi unici» (segnalata in questa rubrica l’11 novembre scorso) e i progetti pilota «Un Palazzo tutto mio!» e «Fuori centro», dedicati rispettivamente ai malati pediatrici oncologici e agli adolescenti psichiatrici. «L’opera d’arte e il libro sono due sentieri paralleli su cui da anni si muove il Laboratorio d’arte e su cui vuole proseguire all’insegna dell’accessibilità, convinto delle loro potenzialità educative per tutti» spiega Antonella Veracchi, del Palaexpo. Di qui la scelta di dare voce a diverse esperienze del panorama nazionale: «messe a confronto per provare a costruire una cultura partecipata e condivisa, fatta non di progetti esclusivi, ma inclusivi», aggiunge. 

Alla tavola rotonda «Punti di vista», coordinata da Della Passarelli, responsabile della Sinnos edizioni, interverranno la pediatra Manuela Orrù («L’importanza del libro illustrato nella fascia 0-6 anni»); Francesca Piccardi, del Centro di Consulenza Tiflodidattica di Assisi -Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi Onlus («Il libro tattile illustrato. Storie, esperienze e percorsi»);  Enza Crivelli, pedagogista clinica esperta di autismo («Comunicazione visiva e autismo»); e infine Antonella Veracchi e Michela Tonelli, del Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni - attivo da 17 anni con i suoi Servizi educativi - che parleranno di «Punti di vista. Progetti di accessibilità all’arte e alla lettura». 

Tra gli obiettivi dei Servizi educativi del Palazzo delle Esposizioni di Roma, infatti, avvicinare pubblici diversi, e in particolare i più giovani, all’arte attraverso percorsi originali e nuovi, per osservare e interpretare la realtà con i linguaggi del contemporaneo. Impresa non scontata, se è vero che, come affermava Bruno Munari – tra i numi tutelari di questo approccio pedagogico oltre che estetico - «la qualità di ciò che vediamo determina anche la qualità della nostra vita». Ecco perché, spiegano Veracchi e Tonelli, «l’arte diventa un elemento indispensabile, che deve far parte del quotidiano come emozione, risorsa, scoperta determinante nella costruzione delle proposte educative e formative. Educare all’arte significa, per noi, educare lo sguardo, offrire a ognuno la possibilità di sviluppare la propria sensibilità e raggiungere autonomia e capacità critica nel leggere il mondo circostante. Questo grazie a un approccio trasversale all’opera d’arte, che abbraccia diverse discipline sviluppando conoscenze, competenze e abilità. Durante le nostre attività lo spazio espositivo diviene quindi spazio educativo in cui l’opera è il punto di partenza, mentre il laboratorio è il luogo di produzione, elaborazione e sviluppo delle conoscenze».

L’attività con i visitatori più giovani (dai 3 agli 11 anni) avviene così in due momenti: dapprima la visita in mostra, con un linguaggio semplice e diretto e con il coinvolgimento attivo dei ragazzi, presenta una selezione di opere per esplorare l’universo poetico degli artisti, familiarizzare con temi, materiali e processi; segue poi l’attività in laboratorio, per stimolare la creatività e sviluppare la capacità di rielaborare i temi affrontati attraverso la guida di un gruppo di lavoro composto da storiche dell’arte ed educatrici museali che si avvale anche della collaborazione di artisti, operatori, studiosi ed esperti italiani e stranieri. C’è poi Lo Scaffale d’arte del Palazzo delle Esposizioni: biblioteca specializzata in editoria internazionale d’arte per ragazzi e luogo di approfondimento, ricerca e incontro (con gli artisti, i temi e la storia dell’arte) che raccoglie un prezioso patrimonio di libri d’artista e albi illustrati, spesso rari, che forniscono ai Servizi educativi spunti e suggerimenti per progettare attività e percorsi.

Una biblioteca speciale per “imparare a vedere”. Con la convinzione, ribadita dall’artista e illustratrice praghese Kveta Pacovská, premio Andersen 1992, che il libro illustrato è «la prima galleria d’arte che il bambino visita». Lo può confermare anche l’ultimo libro prodotto dal Laboratorio d’arte, edito da Fatatrac e presentato a fine gennaio, che raccoglie parte del lavoro realizzato negli anni al Palaexpo e a Scuderie del Quirinale: si intitola Arte in carte e propone un percorso ludico e colorato di 20 esperienze pensate per bambini e ragazzi e realizzate con successo nel corso degli anni nei due spazi espositivi: partendo dall’arte e dagli albi illustrati. Sul fronte di ogni carta, una foto ritrae un momento significativo del laboratorio proposto; sul retro si offrono invece indicazioni, spunti di riflessione, stimoli ed un elenco di materiali per organizzarlo. Ogni proposta invita a esplorare una tematica tra corpo, sensi, emozioni, natura, forma e colore, per giocare a scoprire attraverso il fare artistico. Non manca un esauriente foglio di istruzioni per ampliare la possibilità dei percorsi e approfondire le tematiche proposte, o per intrecciare le proposte date in percorsi tematici originali e sempre diversi.

L’intento è anche quello di portare il laboratorio d’arte fuori dai confini del museo e di proporre una serie di spunti per osservare e leggere la realtà con uno sguardo più curioso e sensibile; ogni laboratorio o percorso può essere realizzato a casa o in classe. Perché anche la realtà può essere guardata da differenti “punti di vista”. E ampliare le percezioni sensoriali e l’immaginazione di ciascuno serve a tutti: vedenti, ipovedenti e non vedenti.
Martedì 14 Febbraio 2017, 13:02 - Ultimo aggiornamento: 14-02-2017 13:02
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