Banche, 6 mesi
per i rimborsi forfait

Si chiude, a poco più di un anno di distanza dalla risoluzione delle 4 banche, la prima fase dei rimborsi per i risparmiatori che hanno visto azzerate le loro obbligazioni subordinate con il salvataggio delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Sono scaduti infatti i termini per chiedere il rimborso forfettario dei bond, con la procedura automatica che riconosce fino all'80 per cento a chi risponda al requisito di un reddito non oltre i 35mila euro o un investimento non superiore ai 100mila euro. L'altra via, quella dell'arbitrato, ancora si deve concretizzare. Il governo infatti ha varato a fine novembre il dpcm che costituisce il collegio arbitrale (presieduto dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone) che deve però ancora passare al vaglio delle commissioni parlamentari, mentre il decreto del Mef che disciplina gli arbitrati, dopo il via libera del Consiglio di Stato, non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Fino a oggi al Fitd sono pervenute 14mila pratiche, che non corrispondono però ad altrettanti risparmiatori. Moltissime delle istanze inviate, infatti, si sono tradotte in più pratiche distinte nei casi di cointestazione, di acquisti multipli o di più eredi. Della stima iniziale di circa 6.500 risparmiatori che avevano i requisiti per accedere al rimborso forfait (circa la metà di quelli coinvolti), comunque, «una buona percentuale ha inviato la richiesta», dice Salvatore Paterna, vicedirettore generale Fidt che sovrintende alla procedura.

Secondo i dati pubblicati sul sito del Fondo al 30 dicembre le pratiche pervenute erano 13.859 (di cui 9.379 già registrate) e oltre un centinaio di istanze sono arrivate in questi primi giorni dell'anno. Ieri, quindi, si sono chiusi definitivamente «i termini per la presentazione delle domande»: vale infatti, ricorda Paterna, la data di ricezione dell'istanza da parte del Fondo, non il timbro postale, per chi abbia scelto la via della classica raccomandata. I tempi per completare l'intero processo saranno però «ancora lunghi», almeno fino a giugno, perché «siamo partiti con circa 150 liquidazioni a settimana, ora siamo a circa 300 a settimana e - spiega - non abbiamo grossi margini per aumentare questo ritmo».

Al 30 dicembre erano state liquidate 2648 pratiche per 35,15 milioni di euro, altre 6.032 erano già in lavorazione, 600 interrotte o sospese per consentire di integrare la documentazione necessaria e appena 99 rigettate per mancanza dei requisiti. La maggior parte delle istanze è per bond azzerati di Etruria (49,82%) e Carife (33,19%). Minori le richieste dagli altri due istituti, entrambi circa con l'8% di pratiche. Di quelle liquidate finora la stragrande maggioranza è per indennizzi sotto i 10mila euro (1.641 pratiche), appena 23 indennizzi sono tra i 100mila e i 500mila euro e solo 1 liquidazione ha superato i 500mila euro.
Mercoledì 4 Gennaio 2017, 10:13 - Ultimo aggiornamento: 04-01-2017 10:13




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