Contraffazione: sei miliardi
di fatturato l'anno con le scarpe

Non solo il falso Made in Italy ma anche il falso fabbricato in Italia, dove la contraffazione di calzature genera un fatturato di oltre 6 miliardi all'anno e - secondo i dati di Assocalzaturifici - produce alle aziende un danno economico stimato tra i 190 e i 240 milioni di euro. La contraffazione insomma , sempre secondo la denuncia dell'associazione che rappresenta l'industria calzaturiera italiana aderente a Confindustria - costituisce una minaccia sempre più preoccupante per le imprese calzaturiere italiane, per i consumatori e per l'economia del nostro Paese, oltre a rappresentare un problema sociale di notevole entità. Se ne è parlato a Napoli al convegno «Il Vero e il Falso. Scenari e proposte per combattere la contraffazione», organizzato dall'associazione «Museo del Vero e del Falso» - di cui Assocalzaturifici è tra i fondatori - che ha come obiettivo quello di diffondere la cultura della legalità contro i fenomeni della concorrenza sleale e della contraffazione. «Il fenomeno purtroppo si è acuito con la crisi, che rende i prodotti contraffatti più appetibili per il consumatore, aggravando la già precaria situazione di molte imprese produttrici, specialmente piccole e medie - ha detto Annarita Pilotti presidente di Assocalzaturifici - La nostra organizzazione è da anni in prima linea nella lotta alla contraffazione, attiva sui principali tavoli politici, nazionali ed internazionali, per sollecitare le istituzioni a prendere provvedimenti efficaci su questo tema». 

«E’ solo attraverso un dialogo continuo e fattivo tra le diverse istituzioni – ha affermato Luigi Giamundo, presidente dell’Associazione Museo del Vero e del Falso – che diventa possibile dar luogo ad azioni che possano incidere contro chi fa concorrenza sleale e mette in pericolo la salute e il benessere di tutti. Questo è un territorio sano, animato da tantissime imprese che lavorano onestamente, e sono orgoglioso che proprio Napoli e la Campania si facciano portavoce di una battaglia anche culturale contro la contraffazione».

Un tutor d’azienda che possa garantire per le aziende extra-comunitarie che vengono a insediarsi in Italia e maggiori controlli “a valle”, ovvero estendere gli strumenti normativi sul sequestro preventivo anche alle azioni di contrabbando e falsificazione nella dichiarazione della composizione prodotti. Due proposte concrete per rendere più efficace la lotta a chi fa concorrenza sleale e lucra sulla pelle di imprenditori e sulla salute di consumatori spesso inconsapevoli. E’ quanto emerge dall’incontro dal convegno “Il Vero e il Falso. Scenari e proposte per combattere la contraffazione”, svoltosi venerdì 17 marzo presso la Sala del Capitolo del Complesso Conventuale di San Domenico Maggiore di Napoli. Promosso dall’Associazione “Museo del Vero e del Falso” l’incontro è l’occasione per tessere comuni strategie di prevenzione e contrasto tra mondo imprenditoriale e quello istituzionale contro un fenomeno che, in particolare nel Mezzogiorno, rende ancora più difficile la vita delle imprese che operano nel rispetto delle regole. “E’ solo attraverso un dialogo continuo e fattivo tra le diverse istituzioni – afferma Luigi Giamundo, presidente dell’Associazione Museo del Vero e del Falso – che diventa possibile dar luogo ad azioni che possano incidere contro chi fa concorrenza sleale e mette in pericolo la salute e il benessere di tutti. Questo è un territorio sano, animato da tantissime imprese che lavorano onestamente, e sono orgoglioso che proprio Napoli e la Campania si facciano portavoce di una battaglia anche culturale contro la contraffazione”.
Venerdì 17 Marzo 2017, 17:15 - Ultimo aggiornamento: 18-03-2017 12:52
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