Il napoletano Mattioli
al vertice di Confitarma

di Antonino Pane

Presidente napoletano, Mario Mattioli; vicepresidente unico genovese, Ezio Rosina. Così Confitarma evita nuove lacerazioni e, soprattutto, avvia il dopo Grimaldi nel segno della riconciliazione. Alla fine, dunque, ha prevalso il buon senso e, grazie ai saggi, è stata trovata una quadratura del cerchio che sembra soddisfare tutti, anche quella frangia più ostinata che sembrava voler alzare le barricate contro Mattioli. Il lavoro dei saggi non è finito, stamattina saranno a Napoli e parleranno proprio con Mattioli; il grosso del lavoro, però, è stato fatto è ora non resta che investire delle decisioni la Commissione incaricata della designazione.

Napoletano, 54 anni ancora da compiere, Mattioli è amministratore delegato della società Augusta (offshore e rimorchiatori). Un armatore dinamico, da sempre molto vicino ai problemi che hanno le compagnie dei rimorchiatori. È stato anche presidente di Assorimorchiatori. In Confitarma fino ad oggi, si è occupato di formazione e recentemente è stato nominato presidente del fondo marittimi.

Il ticket con Rosina, alla fine, accontenta tutti soprattutto perché l'armatore di Premuda sarà vicepresidente unico e avrà un ruolo di peso all'interno dell'organizzazione. Questo risultato è stato raggiunto grazie all'instancabile lavoro delle diplomazie interne: non bisogna dimenticare, infatti, che a Rosina, decano degli armatori genovesi, era stata prospettata la presidenza e lui aveva accettato la candidatura. L'investitore dei saggi e, appunto, il grande lavoro diplomatico svolto alla fine hanno evitato la rottura e, soprattutto, escono vincitori da questo scontro sia gli armatori napoletani che quelli genovesi, i due gruppi più forti. È evidente, dunque, che tutti, a cominciare dallo stesso Mattioli, hanno manifestato apprezzamento per la posizione di Rosina a cui, comunque, dovrà essere riservato un ruolo di primissimo piano che dovrà andare ben al di là della formale vicepresidenza.

Bisogna anche dire, comunque, che non tutti i ribelli hanno accettato di buon grado la soluzione finale. Qualcuno è rimasto sulle sue posizioni al punto che è stato proprio Rosina, a sentire voci interne, che è riuscito a convincere i più determinati ad andare avanti nel braccio di ferro. La geografia dei voti, comunque, dice che il ticket funziona e avrà una larga maggioranza. La soluzione è stata spinta molto dai rimorchiatori, area di provenienza di Mattioli, e piace al presidente uscente Grimaldi, ai d'Amico e a Costa Crociere. Sono tutti gruppi molto forti e, anche per questo, le riunioni di oggi a Napoli e poi quella finale di Roma, sembrano solo formali.

Mattioli e Rosina avranno di fronte, naturalmente, la spinosa questione che riguarda il cabotaggio. Il gruppo armatoriale più forte, quello della galassia Msc che fa capo a Gianluigi Aponte da tempo ha messo nel mirino proprio Confitarma e le politiche portate avanti dagli armatori in seno a Confindustria. Di tutte le compagnie riconducibili al gruppo sono Grandi Navi Veloci è rimasta in Confitarma. Tutte le altre sono uscite e si sono allineate in Faderlinea, guidata dal comandante Raffaele Aiello, creo di Snav, insieme alla Tirrenia e alla Moby guidate da Vincenzo Onorato. E non bisogna dimenticare che, entro la fine di questo mese potrebbe arrivare l'annuncio di un ingresso di Aponte anche nel gruppo Messina. Una partecipazione di minoranza che, comunque, potrebbe influire sul peso del gruppo all'interno di Confitarma.
Giovedì 15 Giugno 2017, 11:10 - Ultimo aggiornamento: 15-06-2017 16:44


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