Il Pil italiano cresce ancora: le stime del Fmi in rialzo (+1,3%) nel 2017

Pier Carlo Padoan
di Mario Fabbroni

L'economia dell'Italia corre di più, tanto che il Fondo monetario internazionale (Fmi) rivede al rialzo le stime del Pil per il Belpaese: un rialzo (+1,3%) per il 2017. 

La ripresa dovrebbe continuare, ma i rischi sono significativi - affermano tuttavia gli esperti Fmi nel rapporto Article IV -. La crescita è attesa a circa l'1,3% quest'anno: ma visto che i venti favorevoli (in termini di politiche commerciali, fiscali e monetarie) saranno meno forti nei prossimi anni, la crescita (a politiche invariate) è prevista rallentare a circa l'1% nel 2018-20. Insomma, cari italiani: va meglio ma state attenti. Arrivano quindi consigli che assumono quasi carattere di diktat: Le aliquote fiscali sui fattori produttivi potrebbero essere diminuite gradualmente, la tassazione spostata verso proprietà e consumi e la platea dei soggetti interessati ampliata. Quindi tasse più basse ma con più soggetti che pagano.

L'Fmi vuole anche la reintroduzione di una moderna tassa immobiliare. la pulizia dei bilanci delle banche ma soprattutto la riduzione dei livelli alti della spesa pensionistica nel medio termine perché lonere della crisi è caduto in modo sproporzionato sulle generazioni più giovani. Non bisogna infatti dimenticare che il reddito reale pro capite dovrebbe ritornare ai livelli pre-crisi solo tra parecchi anni a partire da adesso, perciò senza queste riforme l'Italia divergerebbe ulteriormente rispetto ai suoi pari nell'area Euro. 
L'Fmi chiede alle autorità di vigilanza dell'Italia di estendere alle banche più piccole gli obblighi di presentare piani ambiziosi e credibili di riduzione dei crediti deteriorati (Npl) così come già richiesto agli istituti di maggiore dimensione. 

In un contesto più ampio, promossi gli sforzi del governo sul piano delle riforme, la politica (generosa) della Bce, i prezzi delle materie prime che restano bassi. E cala la tensione sullo spread in discesa a 176 punti base.
Nel frattempo la paura Nasdaq negli Usa (con il crollo dei listini di marchi come Apple, Microsoft, Alphabet, Facebook e Amazon) ha contagiato l'Europa: Milano ha chiuso la giornata d'esordio della nuova settimana a -1%, giù soprattutto i tecnologici. Parigi maglia nera nonostante il trionfo elettorale bis del presidente Macron. Il problema è generato dal complesso quadro politico continentale con l'aggiunta della premier britannica Theresa May alle prese con la formazione del nuovo governo e del voto parziale delle amministrative in Italia a dominare la scena. 
Martedì 13 Giugno 2017, 08:46 - Ultimo aggiornamento: 13-06-2017 09:48
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2 di 2 commenti presenti
2017-06-14 11:53:23
e noi ci crediamo. sti politici non hanno capito che gli italiani si sono scocciati
2017-06-13 14:28:32
ergo, basta una elementare conoscenza dell'italiano nonché giusto un pizzico di memoria, per concludere che: stando al secondo e terzocapoverso di quest'articolo, l'fmi ha detto che ALMENO gli ultimi tre governi non ne hanno azzeccata una che una in politica economica e fiscale. che, ammesso e non concesso che l'asse portante delle riforme pensionistiche succedutesi del '95 in poi fosse giusto (innalzamento età, passaggio al contributivo integrale, privatizzazione) comunque è stato attuato malissimo. ma la perla sublime è la seguente: "il reddito reale pro capite dovrebbe ritornare ai livelli pre-crisi solo tra parecchi anni a partire da adesso, perciò senza queste riforme l'Italia divergerebbe ulteriormente rispetto ai suoi pari nell'area Euro". si noti quel' "ulteriormente": ossia, è l'fmi a dire che, qualunque cosa faccia l'italia, SE la fa ci metterà PARECCHI ANNI non a migliorare ma semplicemente a sopravvivere. se NON la fa, sarà peggio che sopravvivvere.

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