Arriva Italia 4.0, avanguardia
delle eccellenze | Oggi col Mattino

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ROMA. C'è un'ampia platea di aziende medie e piccole, appartenenti ai più diversi settori, che da sempre rappresentano la vera spina dorsale dell'economia nazionale e che nemmeno la crisi ha fermato, anzi accentuando la loro volontà di affermazione oltre i confini nazionali con modelli di crescita i più disparati e una capacità di innovare che per molte di esse è diventata la cifra distintiva. Mille, cinquemila, forse molte di più: difficile quantificarle, per questo il Mattino ha iniziato un viaggio lungo la Penisola per conoscere e far conoscere eccellenze imprenditoriali piccole e grandi - la dimensione del fatturato non è essenziale, rileva invece la capacità di affermazione sul mercato e di generare occupazione - che rappresentano l'intelaiatura del made in Italy e che fanno del nostro Paese un unicum.

Le prime quaranta di queste realtà produttive vengono proposte dal Mattino in un Dossier di 96 pagine (dal titolo «Italia 4.0 - Quaranta eccellenze da cui partire per ridisegnare l'economia nazionale») che ai lettori verrà consegnato insieme all'edizione di oggi. Si tratta di aziende che appartengono ai settori merceologici più diversi, dalle grandi cantine vinicole ai prestigiosi campioni del design in cucina, dal farmaceutico all'energia alternativa, dagli ultimi concetti di grande distribuzione all'oreficeria di alta gamma fino ai campioni dell'alimentare e via dicendo. Una parte di queste aziende sono sicuramente note anche a livello internazionale, ma molte altre sono in attesa di farsi scoprire. Al primo Dossier ne seguiranno altri, perché il Mattino si augura che questo viaggio lungo la Penisola duri il più possibile, convinto com'è che solo da qui, da questo scrigno colmo di sorprese, può partire, in uno con i grandi investimenti infrastrutturali, il vero rilancio dell'economia nazionale. Anche le principali banche sono convinte che la matrice del nuovo ciclo sia da rintracciare nelle piccole e medie imprese, alcune delle quali stanno peraltro assumendo dimensioni più che apprezzabili. Ma basteranno le «locomotive» emerse dal retroterra dei distretti industriali a cambiare il ritmo lento dell'economia italiana? C'è chi nutre dubbi. Eppure da qualche punto si deve pur ricominciare. È la rivincita di quello che è stato battezzato «capitalismo leggero», non solo perché estraneo all'industria fordista del Novecento e al modello di capitalismo che nel dopoguerra si era imposto per virtù dell'Iri e di Mediobanca, ma perché raccoglie una miriade di iniziative nelle quali contano le persone più che i capitali. Sostengono i fautori dell'ultima frontiera del capitalismo italiano che la fortuna del made in Italy è diretta espressione di un individualismo imprenditoriale allo stato puro, «niente è casuale in questa imprenditoria glamour: tutto è intelligenza, programmazione, concorrenza feroce». In altre parole, il capitalismo soft si fonda su un profilo d'impresa intriso di artigianalità nel cui solco si inserisce grazie alla cura maniacale della qualità. E' da qui che nasce la qualifica di eccellenza. Ed è da qui che il Mattino è partito.
Venerdì 2 Dicembre 2016, 08:50 - Ultimo aggiornamento: 02-12-2016 08:52
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