Padoan: «Siamo fuori dal tunnel, nei prossimi anni salto di qualità dell'economia»

«Stiamo lasciandoci alle spalle cose preoccupanti, come la fragilità del sistema bancario e l'inerzia degli investimenti. Siamo usciti dal tunnel e stiamo percorrendo una strada... stavo per dire un sentiero stretto, ma vedo il sentiero allargarsi». Per questo «non è irrealistico immaginare negli anni prossimi un salto di qualità dell'economia. Gli anni prossimi saranno migliori». Lo afferma il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan nel corso della quinta edizione della Festa di Left Wing.

«Ogni volta che emerge la questione di quali regole buttar via e quali adottare ricordo che c'è già un dibattito su quali possano essere le regole Ue; il governo italiano aveva messo in circolazione proposte importanti, come il meccanismo di assicurazione contro la disoccupazione, che è un meccanismo europeo per evitare che gli aggiustamenti dell'Unione monetaria si scarichino sui lavoratori». Ha detto inoltre il ministro Padoan. «Per fare questo serve accordo comune, tecnicamente è possibile, anche dal punto di vista dei trattati, non è necessariamente vero che bisogna cambiarli per fare certe cose».

«Bisogna continuare lungo strada del consolidamento fiscale, delle riforme, delle tasse abbassate in modo sostenibile. Cosa vuol dire? Vuol dire che una volta che si abbassano non si alzano più».
Sabato 15 Luglio 2017, 19:31 - Ultimo aggiornamento: 16-07-2017 19:13
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5 di 9 commenti presenti
2017-07-18 15:10:25
aggiungo un mio terzo commento per ribadire che le Regioni a Statuto speciale,figlie delle guerra,della sconfitta e della paura dii perderle, oggi sono solo un odioso e illegale mezzo per creare cittadini di serie A e di serie B
2017-07-17 18:43:24
questo specie di ministro deve aver sentito la canzone di caparezza "siamo fuori dal tunnel le le le"
2017-07-17 18:41:37
il problema è che questo tunnel mi ricorda la salerno-rc forse ne usciremo quando finirà???????
2017-07-16 19:05:19
Non so a voi, ma io questo ministro dell'economia lo trovo a dir poco patetico. Vede soltanto lui (insieme a Renzi e al ministro Martina) la luce in fondo al tunnel. Eppure secondo la Fondazione Di Vittorio della Cgil e Tecnè su "Fiducia economica, diseguaglianza e vulnerabilità sociale", tre italiani su dieci la crisi economica pesa più di un anno fa..il 62% degli intervistati dichiara che la situazione economica personale non è cambiata rispetto ai 12 mesi precedenti. E anche le attese per i prossimi mesi non registrano una crescita della fiducia.
2017-07-16 16:00:59
chissà se aboliranno anche l'Istituto regionale riattribuendo i compiti allo Stato centralizzato,considerato che dalla creazione delle Regioni la spesa pubblica è esplosa. Gli accomodamenti all'italiana sono solo dannosi...sarebbe stato meglio scegliere fin dagli anni 60 del novecento tra uno Stato del tutto federale o del tutto centralizzato. Per cominciare taglierei subito le regioni a statuto speciale...a 71 anni dalla nascita della Repubblica non ne vedo alcuna utilità

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