Sepolta per 18 ore, ragazza trovata viva
Bimba salvata dal sacrificio della madre

Casa dello studente: 6 giovani estratti vivi. Quattro bambini
soffocati dalla polvere. Mamma muore abbracciata ai due figli
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L'AQUILA (6 aprile) - È stata trovata viva, dopo aver passato 18 ore sepolta sotto le macerie, ed è già stata stabilizzata dai soccorritori una ragazza, che era rimasta intrappolata sotto le macerie nell'edificio completamente distrutto in via di Sant'Andrea a L'Aquila.
Le squadre di soccorso hanno fatto giungere una barella e si procederà adesso al recupero della ragazza che dalla notte scorsa è rimasta imprigionata sotto una montagna di detriti. 

In tutto sono 60 le persone che sono state estratte vive dalle macerie degli edifici crollati a l'Aquila e in provincia a causa del terremoto della scorsa notte. I dati, dei vigili del fuoco, sono stati resi noti al centro di coordinamento dei soccorsi allestito nella scuola della guardia di finanza.

Dalle macerie di un'abitazione crollata in località San Gregorio è stata estratta viva una bambina di 2 anni mentre la mamma è morta nel tentativo di fare scudo con il proprio corpo alla piccola. I vigili del fuoco hanno organizzato il trasferimento della bambina in elicottero verso il primo ospedale disponibile. Tecnici dei vigili del fuoco si stanno recando in questa ore all'Aquila per effettuare una serie di verifiche di stabilità agli edifici.

Casa dello studente. Nel tardo pomeriggio una notizia bellissima: sei i ragazzi estratti vivi dalle macerie che si trovavano al momento del terremoto nella Casa dello studente a L'Aquila. Una persona invece è deceduta nel crollo. A dare la notizia Marta Di Gennaro, vicecapo del dipartimento della Protezione civile. Sotto le macerie, c'è ancora Kader, giovane palestinese: era scappato da Gaza lasciandosi alle spalle la distruzione della guerra per cercare nello studio un futuro migliore. 

Quattro bambini soffocati dalla polvere. «Ho tentato insieme con i rianimatori di salvare quattro bambini: uno di 12/13 anni, altri di quattro-cinque anni ma non c'è stato nulla da fare perché sono arrivati in ospedale praticamente soffocati da calcinacci e polvere». Non riesce a darsi pace il dirigente medico del reparto di neonatologia dell'ospedale San Salvatore del capoluogo abruzzese, Bernardino Persichetti. Il medico, in prima linea insieme con numerosi colleghi nel prestare assistenza soprattutto ai più piccoli, sottolinea che si tratta di una «tragedia indicibile». «C'è l'intervento massimo da parte di tutti - spiega - ma non c'è un piano coordinato e preordinato. Tutto è lasciato alla buona volontà ed allo spirito di solidarietà che comunque sono massimi». Persichetti, come altri in questi momenti, è convinto che il numero delle vittime ed in particolare dei bambini, sia destinato purtroppo ad aumentare.

Morta abbracciando i due figli. Tra le vittime c'è anche una mamma che è morta abbracciando i due figli. I tre sono stati ritrovati, abbracciati, nel letto di casa dai soccorritori e probabilmente sono morti colpiti dalle macerie. La mamma e i due bimbi abitavano in un palazzo di quattro piani in via Campo di Fossa, una traversa di via XX Settembre, che si è letteralmente sgretolato su se stesso.

I cani individuano una 21enne. Salva. Nella tragedia del terremoto emergono storie di speranza. La Protezione Civile e i Vigili del Fuoco hanno estratto viva dalle macerie di una palazzina di 4 piani in via XX Settembre Francesca, una ragazza di 21 anni. «È stata salvata ed è in buone condizioni», ha assicurato Arturo Vernillo della Protezione Civile. «Il salvataggio è stato possibile grazie all'intervento dei cani che l'hanno individuata sotto le macerie. I soccorsi sono durati meno di 3 ore, per tirarla fuori abbiamo fatto molta attenzione circoscrivendo la zona dello scavo. Ci sono -prosegue Vernillo- altre persone vive, i cani hanno individuato altri superstiti».

C'è un clima di tensione tra gli abitanti di Onna
: reclamano più aiuti dalla macchina dei soccorsi. «Ho fatto quello che dovevo fare, ma non dopo otto ore» dice un ragazzo che questa notte è stato tra i primi insieme ad altri giovani del posto ad aiutare gli altri abitanti a uscire dalle loro case e anche a estrarre feriti e morti dalle macerie. «Sono le 5 - ha detto il ragazzo - e qui non si vede ancora una tenda». Ai giornalisti che gli chiedevano della sua situazione personale in seguito al sisma, il ragazzo ha risposto: «Ho perso amici, parenti, la casa, tutto. Ma basta guardarsi intorno per capire che cosa è successo». «Dalle 4 di questa mattina abbiamo avuto solo un pò d'acqua - lamenta una signora - niente da mangiare. A salvare alcuni disabili imprigionati nelle rovine della loro casa sono stati i ragazzi del posto, perchè loro sapevano dove trovarli». Rincara la dose una ragazza «sono giorni che ci sono scosse, la Protezione Civile non ha fatto altro che tranquillizzarci. Nei giorni scorsi ci hanno detto che le scosse non si potevano prevedere, però potevano almeno dirci cosa fare se le scosse più forti fossero arrivate. Nessuno ci ha detto niente, tanto merito ai ragazzi, ai volontari ma qui non c'è un coordinamento». «Non abbiamo referenti esclama un altro abitante di Onna. Non sappiamo a chi chiedere qualcosa, qui non c'è un responsabile, siamo abbandonati a noi stessi, le nostre case non ci sono più».
lunedì 6 aprile 2009 - 13:11
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