Droga sull'asse Colombia-Spagna-Napoli
Blitz a Fuorigrotta: 28 arresti/Foto-Video
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NAPOLI (5 luglio) - I carabinieri del Comando Provinciale di Napoli questa notte hanno arrestato 28 persone ritenute affiliate ai clan camorristici “Bianco” e “Iadonisi” operanti nell’area occidentale del capoluogo campano, tutte destinatarie di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli, su richiesta dei magistrati della Dda, coordinati dal procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, omicidio, tentato omicidio, violazione alla legge sulle armi.

Oltre agli indagati che hanno già ricevuto l'ordinanza, tra cui il boss Antonio Bianco di 58 anni, sono ricercati altri personaggi in territorio spagnolo. Il clan Bianco è attivo a Fuorigrotta. L'attività investigativa condotta dai pm della Direzione distrettuale antimafia «rappresenta il completamento di una più vasta opera di contrasto -spiega il coordinatore Pennasilico- posta in essere da questa Dda nei confronti della criminalità organizzata del quartiere di Fuorigrotta che faceva capo a due distinti gruppi criminali capeggiati rispettavamente dal defunto Giuseppe Iadonisi e da Antonio Bianco».

I due clan erano in guerra per il controllo del traffico di droga a Fuorigrotta. Proprio in tale contesto sarebbe maturato l'omicidio di Salvatore Staiano (contestato a due soli indagati, Cosmo Iadonisi e Ciro Mercurio) che costituisce l'inizio della faida tra il clan Bianco e il clan capeggiato da Giuseppe Iadonisi.

L'inchiesta avrebbe anche accertato che il clan un tempo capeggiato da Giuseppe Iadonisi aveva un rapporto diretto con i trafficanti di droga iberici e «vantava una rete di distribuzione della cocaina sull'intero territorio nazionale tramite diversi referenti». Nel corso dell'indagine erano già stati arrestati due trafficanti spagnoli trovati in possesso di 2,5 kg di cocaina. Tra gli arrestati vi è anche Cosmo Iadonisi di 27 anni. La Dda ha anche fatto luce su un traffico di auto di lusso «indebitamente acquisite attraverso una serie di falsificazioni che una volta pulite erano rimesse sul mercato internazionale» da Antonio Bianco più altri due indagati.

Il gruppo di Giuseppe Iadonisi importava stupefacente, cocaina in particolare, in quantità massicce dalla Spagna, tramite corrieri spagnoli. Le partite di droga nei colloqui telefonici diventavano, secondo vecchi «modus operandi» completamente scannerizzati dalla forze dell'ordine, scarpe, documenti, cd, frutta, bottiglie, mozzarella; i pagamenti avvenivano tramite rimesse bancarie o bonifici. Nel corso del tempo sono stati sequestrati oltre due quintali di droga. Della banda, secondo l'accusa, faceva parte anche un avvocato penalista del foro di Santa Maria Capua Vetere, Daniela Natale, che è stata arrestata nel corso del blitz: «L'attività di indagine - scrive il gip - consentiva altresì di attestare la responsabilità di Natale Daniela, avvocato penalista, già tratta in arresto giusta ordinanza cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Fermo, assidua assuntrice di sostanza stupefacente, ma anche legata stabilmente alla associazione criminale in esame con il ruolo di persona dedita all'attività di spaccio con prevalenza nella zona delle Marche».

«Infatti, i contatti telefonici di Daniela Natale - continua il gip - dapprima con l'indagato Giuseppe Zonfrillo e, a seguito dell'arresto del predetto, direttamente con Giuseppe Iadonisi, sono stati costanti e quasi quotidiani. È da evidenziare come Natale, mentre nel corso delle trattative con Zonfrillo si limitava a richiedere piccole dosi di stupefacente; una volta iniziato il rapporto diretto con lo Iadonisi le richieste di stupefacente sono aumentate in maniera apicale».

L'avvocato spesso si lamentava della qualità dello stupefacente usando un linguaggio criptato: in un messaggio intercettato dai carabinieri spiegava che «quei cioccolatini che mi hai regalato erano buoni, ma sapevano di poco». Anche quando ordinava droga si serviva di fantasiosi nomi di copertura: «Hai un po' di musica bella da ascoltare ed eventualmente per quando?». L'avvocato avrebbe anche procacciato nuovi clienti alla banda di spacciatori: tra questi un ingegnere, che faceva uso di molta droga: «Ascolta molta musica, molta ,molta dalla mattina alla sera». E Daniela Natale voleva presentarlo per prima al boss Iadonisi.
lunedì 5 luglio 2010 - 08:49
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