Postini in ferie: bollette
e lettere ferme da un mese

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NAPOLI - Cassette della posta vuote da quasi un mese a Secondigliano. Raccomandate, bollette, lettere, ma anche pacchi, non arrivano a destinazione in gran parte del quartiere dagli inizi di giugno.

Corso Secondigliano, via Dante, via Vittorio Emanuele III, via Padre Gaetano Errico, via Fosso del lupo sono le strade maggiormente interessate dal disservizio. Ma anche corso Italia dove c’è chi aspetta «la consegna di un ordine fatto su catalogo da 26 giorni, ma bisognerà attendere settembre. Tutti gli anni è la stessa storia: nel periodo estivo si dimenticano di noi, siamo isolati» si lamenta un residente presso lo sportello di uno degli uffici postali di zona, in questi giorni subissati di reclami.

Centinaia le chiamate anche al call center di Poste Italiane. «Personale ridotto a causa delle ferie»: questa è la risposta alle rimostranze inoltrate da chi rischia di trovarsi con multe da pagare ai gestori dei servizi di casa perché le bollette arrivano già scadute. Pesanti sono, infatti, i disagi: dalle utenze di telefono e luce staccate, con conseguente pagamento di mora per il riallaccio, ai bollettini di finanziarie o polizze assicurative non pagati in tempo, a plichi mai ricevuti. «In pratica il postino è in vacanza e a farne le spese sono i cittadini - denuncia il presidente della settima municipalità, Vincenzo Solombrino, a cui in molti si sono rivolti per segnalare l’inefficienza anche nei vicini quartieri di Miano e San Pietro a Patierno -. Abbiamo comunicato ed evidenziato il forte disagio ai responsabili delle Poste, chiedendo chiarimenti in merito. Ci è stato risposto che c’è carenza di organico, i postini sono pochi e devono alternarsi per le ferie. L’azienda deve economizzare e per questo motivo non sono previste adeguate sostituzioni. Di qui una consegna della posta sul territorio in ritardo e a macchia di leopardo».

Ma le assenze non sono l’unico problema. «Da tempo abbiamo chiesto l’apertura pomeridiana degli uffici postali dal momento che c’è grossa affluenza - rimarca Solombrino -. Non si possono tenere i cittadini, soprattutto anziani, sotto il sole in file chilometriche ed estenuanti, che aspettano fuori i locali per pagare una bolletta o spedire una raccomandata». Intanto c’è anche chi, nei mesi estivi, sconfortato, è arrivato a disdire gli abbonamenti alle riviste, poiché capita che i settimanali diventino mensili, e chi decide di addebitarsi tutto in banca per timore dei distacchi di luce e telefono. Eppure, via posta, viaggiano documenti, bollette, lettere importanti. Che però rischiano di arrivare fuori tempo massimo. «La corrispondenza non arriva con una totale mancanza di rispetto verso l’utenza - tuona Giuseppe Grazioso, consigliere del settimo parlamentino -. Per questo ci stiamo organizzando per una petizione popolare insieme all’associazione Assorimborsi, poiché i consumatori stanno subendo dei danni. E nei casi in cui si riuscirà a dimostrarlo, deve scattare per legge il risarcimento. A San Pietro a Patierno, ad esempio, il nostro postino storico, che assicurava la consegna della posta anche nella zona delle masserie ed in posti poco agevoli perché senza numero civico, è stato spostato ad altre mansioni, a consegnare notifiche Equitalia, ed il suo lavoro è stato affidato a ragazzi con contratti part-time sempre diversi e che, quindi, non hanno il tempo necessario per conoscere il territorio. Risultato: da cinque mesi è il caos in via della Bussola, via Cupa Principe, vi Selva Cafaro, via Fratelli Wright. Da un mese, poi, con il periodo estivo e le ferie, ricevere la posta è un miraggio».
giovedì 19 luglio 2012 - 12:50
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