Aggredito e picchiato nel centro storico senza un perché
«Ho temuto di morire. Deluso da Napoli»

di Viviana Lanza

Napoli - Il ritorno a Napoli, la sua città, dopo quindici anni trascorsi tra il centro Italia e l’estero per motivi di lavoro, non poteva essere più doloroso. Aggredito senza un perché, picchiato a sangue, in tre contro uno, nel centro storico di Napoli, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Stava raggiungendo l’auto parcheggiata nei pressi del vecchio Policlinico.

In via Atri, ai Decumani, tra via Tribunali e via della Sapienza, ha incrociato tre giovani su uno scooter ed è stato l’inferno. «Se avessero avuto un coltello molto probabilmente non sarei qui a parlarne» dice Giovanni M.. Ha 36 anni, è un napoletano di quelli che «ho sempre girato anche di notte per il centro storico, sempre con gli occhi aperti ma mai con questo terrore». Ha lasciato Pianura quindici anni fa per seguire le opportunità che il lavoro da collaudatore ferroviario gli ha offerto a Firenze, a Madrid, ad Atene. A dicembre scorso un contratto per lavorare nel campo dell’alta velocità lo ha riportato a Napoli, la sua città.

É tornato a casa e... «Ora sono scassato e incazzato» dice. Sulla parte sinistra del volto sono evidenti i segni dei venti punti di sutura che sono serviti a chiudere la ferita che i tre aggressori gli hanno procurato. «Erano più o meno le 4 e mezza del mattino. Ero due passi avanti la mia compagna e un’amica, tornavamo da una festa di compleanno in un locale a piazzetta Nilo. Ci stavamo dirigendo verso la macchina quando all’improvviso sono sbucati tre su uno scooter. Ricordo solo che quello al centro indossava un giubbotto rosso, l’altro passeggero un bomber beige. Si sono avvicinati a me e mi hanno colpito con un oggetto, non so quale, ma mi ha aperto la testa. É stato un attimo. Grondavo sangue, ho cercato di difendermi ma ero da solo contro quei tre» racconta Giovanni.

«Mi hanno assalito senza dire una parola, senza un perché. Se avessero voluto farmi una rapina avrebbero dovuto chiedermi qualcosa, invece niente. Si sono accaniti su di me e non so spiegarmelo. Non li avevo mai visti prima». Una violenza gratuita su cui adesso indaga la polizia. Saranno esaminate anche le immagini di telecamere presenti in zona. I tre aggressori avevano un’apparente età sui trent’anni, un’altezza intorno al metro e settanta o poco più, indossavano bomber e avevano facce da tipi poco raccomandabili. Non è la prima volta che nel centro cittadino si verificano aggressioni di questo tipo, efferate e senza movente.

Dalla scorsa primavera a oggi sono state decine le denunce presentate alle forze dell’ordine, le storie segnalate sui social. «Non vorrei che fosse una nuova moda» ipotizza Giovanni. «Non penso che uscirò più fino a tarda notte. Vivere un’esperienza del genere in prima persona ti fa capire quanto reale sia il problema. Ora quelle zone del centro che ho sempre frequentato mi fanno paura» ammette. Questo episodio ha reso il ritorno nella città natale amaro, tanto che si potrebbe anche aver voglia di fare di nuovo le valigie. «Per ora - dice Giovanni - sono amareggiato e molto deluso».
Giovedì 7 Gennaio 2016, 19:18 - Ultimo aggiornamento: 07-01-2016 19:18
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