Regeni, il mistero del professore napoletano che diede l'allarme

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di Valentino Di Giacomo

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C'è un filo sottilissimo nella spy-story sull'uccisione di Giulio Regeni che collega in un triangolo tre punti apparentemente distanti: Napoli, Londra e il Cairo. È napoletano Gennaro Gervasio, il docente universitario che il giovane ricercatore italiano avrebbe dovuto incontrare e con il quale Giulio stabilì il suo ultimo contatto telefonico. È lui l'uomo che ha immediatamente lanciato l'allarme sulla scomparsa di Regeni. Quella di Gervasio è una figura ammantata di mistero, sparito nel limbo delle inchieste giudiziarie e giornalistiche.


Anche nelle ultime ore abbiamo provato a contattarlo con telefonate, sms e via Whatsapp, ma nonostante la doppia spunta blu che segnala l'avvenuta lettura dei messaggi, il professore non ha risposto. Nulla di strano, visto che il docente non ha mai voluto spiegare il suo ruolo anche nei giorni immediatamente successivi al massacro del giovane. Perché questo ostinato silenzio? Per comprenderlo bisogna ritornare alle primissime ore in cui Giulio è scomparso, quel 25 gennaio del 2016 quando il ragazzo è stato rapito, nel giorno dell'anniversario delle manifestazioni di piazza Tahrir che diedero il via alla primavera araba in Egitto.

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Venerdì 18 Agosto 2017, 08:24 - Ultimo aggiornamento: 19-08-2017 18:59
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