Teatro San Carlo, Caldoro: non è giocattolo in mano alla politica

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«Non è un giocattolo in mano alla politica». Così il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, commentando la situazione del teatro San Carlo, dove l'intero cda si è dimesso. Quanto sta accadendo - per il presidente campano - «non deve essere letto come un gioco politico che non c'è» perchè le sorti del Massimo partenopeo «non sono temi di lotta politica». «La questione - ha aggiunto - va gestita istituzionalmente e seriamente».


Caldoro ha spiegato che sull'adesione al decreto Valore Cultura «non c'era discrezionalità di scelta». «Hanno aderito tutti, addirittura anche alcuni teatri che non avevano quest'obbligo - ha aggiunto -. Ho fatto una proposta a tutela dei lavoratori e del lirico che era di dire difendere l'autonomia».

«C'è una violazione di legge qui - ha proseguito - questo è il tema vero». Due i punti, ha spiegato, sui quali «non si fa un passo indietro: la difesa dei livelli occupazionali e i livelli salariali». Così «valeva la pena di cominciare un confronto serrato con il Governo, nel quale non avremmo detto di seguire la legge, ma su queste due condizioni non facciamo un passo indetto». E, per Caldoro, questa «continua a essere la strada giusta». «Avremmo potuto fare una battaglia tutti insieme e l'avremmo sicuramente vinta - ha affermato - ora abbiamo un futuro incerto».

Il voto di spaccatura non ha giovato al San Carlo e «l'unica cosa da evitare era un conflitto istituzionale grave con un voto a maggioranza». Differenze di vedute e di «posizioni istituzionali», non «contrasti personali» con il sindaco Luigi de Magistris, presidente della Fondazione che ha scelto di non aderire al decreto. «Siamo amministratori, rappresentiamo le istituzioni per le quali abbiamo un grande rispetto - ha sottolineato -. Il tema che noi abbiamo evidenziato con la maggioranza del cda che c'è un obbligo di legge». Di fronte a vicende istituzionali, «non bisogna guardare a rapporti personali».

«I cittadini chiedono chiarezza e quella del San Carlo è una questione di merito - ha proseguito - stiamo parlando del teatro della città, della Campania, anche qualcosa di più, perché è un orgoglio nazionale e internazionale».

«Credo che debba esserci chiarezza di posizioni che sono state espresse - ha detto ancora - e ognuno si prende le proprie responsabilità». Caldoro ha ricordato che la Regione «ha impegnato tanto per il San Carlo in termini di programmazione, gli altri enti hanno fatto la loro parte». Dal punto di vista occupazionale, stando così le cose, Caldoro parla di «futuro molto incerto, ma quando ci sono queste situazioni, noi dobbiamo continuare. La Regione non si disimpegna. La Regione ha fatto la più grande programmazione italiana sui teatri - ha concluso - quindi ci mancherebbe, c'è un profilo istituzionale che prevale, è un vulnus».
sabato 11 gennaio 2014 - 15:33
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