Camorra, il ministro spagnolo:
«Distrutto l'impero dei Polverino»

PER APPROFONDIRE: camorra, polverino, spagna
A+ A- Stampa
MADRID - Oltre 136 immobili sulla costa mediterranea della Spagna, fra case, ville ed esercizi commerciali. È l'impero immobiliare in cui il clan Polverino aveva reinvestito il danaro proveniente dal monopolio del traffico di hashish proveniente dal Marocco e diretto al sud Italia, sequestrato nel corso dell'operazione condotta ieri congiuntamente dalla guardia civil spagnola e dai carabinieri.

È stato oggi il ministro degli interni, Jorge Fernandez Diaz, a tracciare in conferenza stampa un bilancio dell' inchiesta, che ha portato «allo smantellamento dell' infrastruttura che il clan Polverino aveva in Spagna dal 2006», ha assicurato.

In quell'anno si stabilì, infatti, a Tarragona il capoclan, Giuseppe Polverino, detto 'O Barone, attualmente detenuto a Napoli, «da dove muoveva i fili dell' organizzazione», come ha ricordato il titolare del dicastero degli interni. Trenta gli arresti effettuati in Spagna, 69 in Italia.

Oltre ai 130 immobili sono stati sequestrati 263 conti correnti bancari e 30 auto di gamma alta; 26 le perquisizioni domiciliari effettuate, delle quali 9 in aziende, nelle province di Barcellona, Tarragona, Malaga, Alicante, Castellon, Cadice e Ceuta. Il ministro ha sottolineato la complessità dell'operazione ribattezzata Laurel VIII, costata «vari mesi di intenso lavoro», per ricostruire la fitta trama di società e prestanome facenti capo al clan napoletano. Fra gli arrestati, anche il direttore di una filiale della Banca Sabadell a Marbella, nel quartiere di San Pedro de Alcantara, che, secondo fonti vicine alle indagine, effettuava gli investimenti in cui il clan ripuliva il danaro proveniente dal narcotraffico.
mercoledì 5 giugno 2013 - 16:49
VUOI CONSIGLIARE QUESTO ARTICOLO AI TUOI AMICI?

CONDIVIDI L'ARTICOLO

DIVENTA FAN DEL MATTINO
 
Indietro
Avanti