Camorra. Parla Antonio Iovine: «Così Zagaria controllava Casapesenna

Antonio Iovine
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NAPOLI - «Michele Zagaria aveva un rapporto strettissimo con l'ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria; era il suo garante, nel senso che chi voleva parlare con il sindaco doveva passare per il boss». A parlare in video-conferenza al processo in corso al tribunale di Santa Maria Capua Vetere in cui i due Zagaria - solo omonimi - sono imputati per violenza privata ai danni di un altro ex primo cittadino, Giovanni Zara, è il più importante pentito del clan dei Casalesi, Antonio Iovine «o' ninno», ex boss e latitante per tre lustri che con Zagaria ha gestito per anni la cosca rappresentandone l'anima più imprenditoriale e affarista.

«Da fine anni '70 - racconta Iovine - il clan ha garantito appoggio e protezione ai sindaci che si sono succeduti a Casapesenna, San Cipriano e Casal di Principe. Per questo quando l'ex reggente del clan Bidognetti Luigi Guida (oggi pentito), andò a minacciare all'inizio degli anni 2000 i sindaci dei tre paesi, intimando loro di dimettersi per una questione di sconfinamento territoriale da parte di alcuni uomini di Zagaria in un comune da lui gestito, io e Michele intervenimmo subito. I sindaci erano Fortunato Zagaria, Enrico Martinelli (San Cipriano d'Aversa, ndr) e Pasquale Martinelli (Casal di Principe, ndr). Ricordo un aneddoto emblematico: Enrico Martinelli diceva apertamente che il sindaco non era lui a San Cipriano, ma l'elemento di vertice del clan, Giuseppe Caterino». Ancora più esplicito è stato l'altro pentito del clan, sentito questa mattina, Massimiliano Caterino, altro fedelissimo di Michele Zagaria.

«Alle elezioni del 1998 e del 2003 il clan ha sostenuto il sindaco Zagaria e ha deciso anche le liste dei consiglieri comunali. A tenere i rapporti con l'ex sindaco era il cognato del boss, Franco Zagaria, morto nel dicembre 2011».

Nessuna domanda è stata posta ai due testi dai pm Catello Maresca e Maurizio Giordano sulle minacce fatte da Fortunato Zagaria per conto del boss ai danni dell'ex sindaco Zara, parte offesa costituitasi nel processo. I due pentiti sono stati poi smentiti sull'episodio dell'appalto al campo sportivo di Casapesenna, che secondo loro l'ex sindaco avrebbe fatto vincere su ordine del capoclan al cugino di Antonio Iovine. «Non è vero - hanno replicato gli avvocati Paolo Trofino e Giuseppe Stellato - i lavori andarono ad una ditta di Airola (Benevento) e non furono dati in subappalto; abbiamo il contratto d'appalto e lo depositeremo».
Martedì 12 Gennaio 2016, 14:49 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2016 14:51
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