Governo impugna bilancio campano
De Luca: si spalmino i debiti

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Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare, «in via cautelativa e vista l'imminente scadenza dei termini», la legge della Regione Campania n. 4 del 2017 sul "Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2017-2019 della Regione Campania". Lo hanno reso noto i ministri Claudio De Vincenti e Enrico Costa, titolari rispettivamente della Coesione Territoriale e degli Affari Regionali, a margine della riunione odierna del Consiglio dei ministri. Tuttavia, hanno aggiunto, «alla luce dell'incerto quadro interpretativo», il Consiglio dei Ministri si è riservato di adottare eventuali ulteriori decisioni al riguardo, tra le quali l'eventuale rinuncia all'impugnativa, a seguito di specifici approfondimenti da compiere con il supporto dell'Avvocatura Generale dello Stato.

L'impugnazione da parte del governo del bilancio di previsione triennale della Regione Campania è stato deciso per «un motivo strettamente tecnico». Lo riferiscono fonti di Palazzo Santa Lucia. Nel bilancio regionale, si evidenzia, è riportata una quota del maggiore disavanzo accertato dalla Corte dei Conti con riferimento al bilancio 2013. Il maggior disavanzo accertato, oltre 400 milioni di euro, secondo il governo doveva essere ripianato in tre anni, mentre la Regione ritiene che che possa essere ripianato in trent'anni.

Su questa differenza di vedute, assicurano dal governo regionale, è stato già attivato un tavolo tecnico composto dall'assessore al bilancio della Regione Lidia D'Alessio, dal direttore generale al bilancio e dal capo dell'ufficio legislativo della Regione, mentre per il governo ci sono i vertici della ragioneria dello Stato. In attesa che il tavolo interpreti la norma per dirimere la questione, il governo ha quindi impugnato la legge, decisione su cui il governo aveva informato la Regione, assicurano da Palazzo Santa Lucia.

«Stiamo un po' litigando con il governo sulla nostra richiesta di spalmare in trent'anni i debiti che abbiamo ereditato, perché sarebbe paradossale se dovessimo pagare noi oggi i disastri di decenni di cattiva amministrazione». Così Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, sull'impugnazione. «Non ci sono problemi; abbiamo già concordato con De Vincenti questa linea, è un modo per arrivare a una soluzione definitiva valorizzando il lavoro di ripulitura del bilancio che stiamo attuando». De Luca ha ricordato che il nodo è su debiti di bilancio «risalenti al 2013 e 2014». «Ne stiamo discutendo da settimane e ne abbiamo parlato anche ieri con il ministro per il Sud De Vincenti. Quello adottato oggi dal Cdm è un passaggio tecnico che fa la Ragioneria dello Stato per arrivare poi a un chiarimento definitivo. Nessun problema, stiamo interloquendo con il governo per spiegare che per la prima volta dopo decenni stiamo ripulendo il bilancio della Regione Campania facendo uno sforzo enorme». 

A intervenire anche il centrodestra: sono ormai quasi due anni che De Luca è governatore della Regione e ancora nè lui nè i suoi più stretti collaboratori hanno imparato a leggere le comunicazioni istituzionali. Parlano, in riferimento alla amministrazione Caldoro, di buchi che non esistono. Lo scrive in una nota Massimo Grimaldi, capogruppo di Caldoro Presidente in Consiglio regionale. E aggiunge: confondono un "disavanzo tecnico", emerso per effetto delle mutate regole contavili derivanti dall'applicazione del d. lds. n. 118/2011, con una "manova della giunta regionale di centrodestra".
Martedì 21 Marzo 2017, 11:46
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